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Campobasso, i caduti della Grande Guerra tornano a raccontare la loro storia grazie all’intelligenza artificiale: 134 QR code lungo il Viale delle Rimembranze.



CAMPOBASSO – La memoria incontra la tecnologia e il passato torna a parlare attraverso le immagini e le voci ricostruite con l’intelligenza artificiale. A Campobasso nasce “Presenze di Pace”, un progetto che trasforma il Viale delle Rimembranze in un percorso commemorativo digitale permanente, dedicato ai soldati caduti durante la Prima Guerra Mondiale e troppo spesso dimenticati dalla storia.

L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Campobasso in collaborazione con l’Assessorato al Verde pubblico e all’Ambiente, rappresenta il risultato di un anno di lavoro e ricerca storica, con l’obiettivo di restituire un’identità e una storia personale agli uomini che persero la vita durante il primo conflitto mondiale.

Lungo il viale sono stati installati 134 QR code, ciascuno dedicato a un singolo soldato. Basterà avvicinarsi ai pini e inquadrare con il proprio smartphone i codici collocati alla base degli alberi per accedere a brevi filmati realizzati attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale.

Un’esperienza che permetterà ai visitatori di conoscere le vicende personali dei caduti attraverso fotografie d’epoca animate digitalmente e racconti in prima persona, ricostruiti sulla base della documentazione storica raccolta.

A rendere possibile questa particolare forma di commemorazione è stato il lavoro di ricerca del giornalista Massimo Vitale, che ha curato la consulenza storica, il reperimento delle immagini e la raccolta del materiale d’archivio. L’idea e la realizzazione delle video-sintesi portano invece la firma di Elia Rubino, con il supporto di Palladino Editore.

Il progetto non vuole essere soltanto un omaggio ai caduti, ma anche un messaggio rivolto alle nuove generazioni. Attraverso il linguaggio della tecnologia, il Viale delle Rimembranze diventa uno spazio nel quale riflettere sul valore della pace, sulle conseguenze dei conflitti e sul sacrificio umano che ogni guerra comporta.

L’iniziativa intende infatti ricordare che dietro ogni nome inciso nella memoria collettiva esisteva una persona, con una famiglia, una storia e un futuro interrotto dalla guerra.

Particolare attenzione sarà riservata anche alla memoria di Alessandro Di Lisio, il giovane paracadutista della Folgore caduto in Afghanistan. Nella villetta cittadina che porta il suo nome sarà piantato un albero commemorativo, accompagnato da un QR code attraverso il quale sarà possibile ascoltare una ricostruzione digitale della sua voce e ripercorrere gli ultimi momenti della sua vita attraverso fotografie e filmati elaborati con l’intelligenza artificiale.

Un collegamento simbolico tra i caduti della Grande Guerra e quanti, anche in epoche più recenti, hanno perso la vita durante le missioni militari all’estero.

L’allestimento dei codici digitali è stato curato dall’Assessorato al Verde pubblico, con particolare attenzione all’inserimento degli elementi tecnologici nel contesto naturale del viale, preservandone il valore storico e commemorativo.

L’inaugurazione ufficiale è prevista per venerdì 30 ottobre 2026, alle ore 10.30, presso il Viale delle Rimembranze di Campobasso.

La cerimonia sarà accompagnata dalle esecuzioni musicali degli studenti del Liceo Musicale “Galanti” e dall’Inno di Mameli eseguito a cura dell’Istituto Comprensivo “Alighieri-Jovine” di Campobasso.

L’amministrazione comunale invita la cittadinanza a partecipare e suggerisce di portare con sé cuffie o auricolari da collegare al proprio smartphone, per poter ascoltare i racconti digitali in un clima di raccoglimento e rispetto.

Con “Presenze di Pace”, Campobasso sceglie dunque di affidare alle nuove tecnologie il compito di custodire e trasmettere la memoria storica, trasformando un luogo simbolo della città in uno spazio di conoscenza e riflessione accessibile anche alle generazioni più giovani.

Un modo per ricordare che, dietro i numeri e le date della storia, ci sono vite umane che meritano di non essere dimenticate.

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