

Il ritorno alla piena operatività della risonanza magnetica dell’ospedale Cardarelli riaccende il confronto politico sui disservizi della sanità molisana. Andrea Montesanto, esponente di Costruire Democrazia, interviene sulla vicenda sottolineando come il ripristino delle apparecchiature sia avvenuto a distanza di appena 48 ore dall’iniziativa del consigliere regionale e capogruppo del movimento Massimo Romano.
Secondo Montesanto, il servizio sarebbe rimasto fuori uso per settimane, provocando notevoli difficoltà ai cittadini in attesa di sottoporsi agli esami diagnostici. Il movimento riferisce di aver ricevuto centinaia di segnalazioni da parte degli utenti, alcuni dei quali non sarebbero stati neppure informati del rinvio degli appuntamenti.
A sollevare pubblicamente il caso era stato Massimo Romano, che aveva prospettato la possibilità di presentare una denuncia all’autorità giudiziaria per interruzione di pubblico servizio. Due giorni dopo, le apparecchiature sono tornate funzionanti.
Una successione temporale che Costruire Democrazia considera significativa, pur ammettendo che potrebbe trattarsi di una coincidenza. Non ci sono, infatti, elementi che consentano di stabilire un rapporto diretto tra l’iniziativa politica e il completamento dell’intervento tecnico.
Montesanto rivendica l’attività svolta dal movimento nella raccolta delle segnalazioni, nell’analisi delle criticità e nella presentazione di iniziative istituzionali. Richiama anche la vicenda del cosiddetto Tubone, sostenendo che l’intervento politico debba concentrarsi sui problemi concreti dei cittadini, indipendentemente dalle appartenenze partitiche.
Sul piano tecnico, l’ASReM ha spiegato che il prolungato fermo della risonanza era dovuto alla necessità di reperire all’estero un componente di ricambio. Il suo arrivo ha permesso ai tecnici di completare la riparazione e il collaudo, con il ripristino del servizio venerdì 25 settembre.
Durante il periodo di inattività, l’Azienda sanitaria ha riferito di aver garantito prestazioni alternative attraverso gli ospedali di Termoli e Isernia, il Neuromed di Pozzilli e il Centro Potito di Campobasso.
Resta la questione dei disagi denunciati dai pazienti, in particolare delle comunicazioni relative agli appuntamenti rinviati. Un aspetto sul quale Montesanto richiama l’attenzione, ribadendo l’impegno di Costruire Democrazia a raccogliere le segnalazioni dei cittadini e a intervenire sulle criticità della sanità regionale.