

Il progetto del cosiddetto Tubone, che prevede il completamento del sistema irriguo del Basso Molise e l’interconnessione tra Biferno e Fortore, sarà presto al centro di un programma di audizioni nella Terza Commissione del Consiglio regionale.
A darne notizia sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Micaela Fanelli, Alessandra Salvatore e Vittorino Facciolla, che ringraziano il presidente Di Lucente e il consigliere Sabusco per aver accolto la richiesta di approfondire il progetto prima di arrivare a una decisione definitiva.
Al centro delle osservazioni dei tre esponenti del Pd ci sono la disponibilità effettiva della risorsa idrica, i costi energetici per gli agricoltori, le garanzie finanziarie e la gestione delle infrastrutture.
Secondo i consiglieri dem, il Consiglio regionale non dispone ancora di tutti gli elementi necessari per valutare il progetto. Lo studio di fattibilità, attualmente completato al 70% secondo quanto riportato nella nota, dovrebbe essere concluso e validato prima di procedere.
Mancano inoltre, sostengono, dati certi sui costi energetici per ettaro che le aziende agricole molisane dovrebbero sostenere per utilizzare il nuovo sistema irriguo.
Un altro elemento da approfondire riguarda la disponibilità futura dell’acqua, anche alla luce dei cambiamenti climatici e dei possibili periodi di siccità.
Uno dei principali interrogativi riguarda la copertura finanziaria dell’intervento.
La bozza di accordo prevede complessivamente 163 milioni di euro, ma, secondo quanto evidenziato dai consiglieri, al momento risultano stanziati soltanto 1,5 milioni e ulteriori 14,86 milioni, previsti dal decreto 45/2025 per la progettazione e i primi interventi.
Fanelli, Salvatore e Facciolla ritengono indispensabile un atto formale che garantisca l’impegno delle risorse necessarie prima dell’approvazione di qualsiasi accordo.
Contestano inoltre le disposizioni relative alle compensazioni ambientali per il Molise, giudicando insufficienti e incerte le risorse previste nella bozza.
Particolare attenzione viene riservata alle conseguenze che l’interconnessione potrebbe avere sull’agricoltura molisana.
Secondo l’interpretazione dei tre consiglieri, la bozza di protocollo attribuirebbe, in caso di crisi idrica, la precedenza all’utilizzo potabile dell’acqua destinata alla Puglia, con possibili ripercussioni sulla disponibilità della risorsa per l’irrigazione dei terreni del Basso Molise.
Una previsione che, a loro giudizio, richiede maggiori garanzie per evitare che le aziende agricole molisane si trovino penalizzate proprio nei periodi di maggiore necessità.
Ulteriori perplessità riguardano i costi di sollevamento dell’acqua, che potrebbero incidere sulla sostenibilità economica dell’intero sistema irriguo.
I consiglieri del Pd chiedono anche una revisione della governance prevista dall’accordo, ritenendo che la gestione strategica e quella degli appalti attribuiscano un ruolo prevalente alla Regione Puglia.
La questione riguarda anche il lago di Occhito, attualmente gestito dal Consorzio di Capitanata. Secondo Fanelli, Salvatore e Facciolla, occorrerebbe superare l’attuale modello gestionale e riconoscere maggiormente il ruolo del Molise, dal cui territorio provengono le acque che alimentano l’invaso.
Tra le questioni che il Pd intende portare all’attenzione della Commissione figurano anche il dragaggio dell’invaso del Liscione e la necessità di un sistema permanente di monitoraggio del fiume Biferno.
I tre consiglieri sottolineano inoltre l’importanza di valutare gli utilizzi alternativi degli invasi, compresi quelli turistici ed energetici, nell’ambito di una programmazione complessiva delle risorse idriche regionali.
L’obiettivo dichiarato dai rappresentanti del Pd è arrivare a una soluzione economicamente sostenibile, capace di estendere l’irrigazione anche ai territori molisani attualmente non serviti.
Per Fanelli, Salvatore e Facciolla, tuttavia, gli atti finora acquisiti e l’ipotesi di accordo non offrirebbero garanzie sufficienti.
Le prossime audizioni in Terza Commissione dovranno quindi consentire di acquisire ulteriori dati, esaminare le criticità segnalate e valutare eventuali soluzioni tecniche alternative prima che il progetto torni all’esame del Consiglio regionale.
La richiesta di approfondimento si inserisce nel confronto già avviato dalle opposizioni: il 18 settembre i consiglieri di Pd e M5S avevano chiesto una seduta monotematica del Consiglio regionale dedicata alla gestione dell’acqua e al progetto del Tubone.