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Campobasso, Forte prepara il nono assessore: le “trattative” e il rebus del possibile ingresso dal centrodestra.



CAMPOBASSO – Il quadro politico a Palazzo San Giorgio potrebbe cambiare ancora. Questa volta, però, a mettere sul tavolo un elemento concreto è direttamente la sindaca Marialuisa Forte che, nel corso di un’intervista a Telemolise, ha annunciato l’intenzione di portare la Giunta comunale dagli attuali otto a nove assessori, indicando come orizzonte temporale la fase che accompagnerà l’approvazione del bilancio di previsione per il 2027.

Ma il passaggio politicamente più interessante è un altro. Forte ha parlato apertamente di «trattative» in corso. Una dichiarazione destinata inevitabilmente ad alimentare interrogativi su chi potrebbe occupare la nona casella dell’esecutivo.

Il nodo dei numeri in Consiglio

Se l’obiettivo dell’operazione fosse anche quello di modificare gli attuali rapporti di forza in Consiglio comunale, la nomina di un esponente già appartenente all’area di centrosinistra avrebbe un effetto limitato sul piano numerico: al consigliere promosso assessore subentrerebbe infatti un altro candidato della stessa lista.

È quindi soprattutto sul centrodestra che si concentra l’attenzione politica.

L’eventuale passaggio in Giunta di un consigliere eletto nell’opposizione, accompagnato dal subentro di un primo dei non eletti disponibile a sostenere l’amministrazione, potrebbe infatti produrre conseguenze ben diverse sugli equilibri dell’Aula.

Ed è qui che comincia una sorta di partita a scacchi nella quale ogni nome deve essere letto insieme a quello dell’eventuale subentrante.

FdI e Forza Italia, ipotesi difficili

Partendo da Fratelli d’Italia, l’operazione appare politicamente complicata. In caso di ingresso in Giunta di un consigliere del partito, il primo dei non eletti sarebbe Andrea Montella. Appare difficile immaginare un suo sostegno a un’amministrazione guidata da una sindaca espressione del centrosinistra.

Scenario analogo per Forza Italia. Il possibile subentrante sarebbe Giuseppe Gianfagna, che già nelle prime fasi della consiliatura ha manifestato una collocazione coerente con il centrodestra.

Se il ragionamento fosse esclusivamente numerico, dunque, queste due strade sembrerebbero tra le meno percorribili.

Lega, Udc, Noi Moderati e Popolari: parte il toto-nomi

Più difficile decifrare ciò che potrebbe accadere nelle altre formazioni.

Per la Lega siede in Consiglio Sandra De Lucia, mentre il primo dei non eletti è Peppe Notartomaso.

Nell’Unione di Centro il consigliere è Giovanni Di Giorgio e il primo dei non eletti Michele Colitti.

Più articolata la situazione di Noi Moderati, rappresentata in Aula da Gianluca Maroncelli, Francesco Sanginario e Pietro Montanaro. Il primo dei non eletti è Michele D’Alessandro.

Infine i Popolari per l’Italia, con i consiglieri Salvatore Colagiovanni, Alessandro Pascale e Pina Bozza e Anna Rosa Ramacciato prima dei non eletti.

Naturalmente si tratta, allo stato attuale, esclusivamente di valutazioni politiche costruite sulla composizione del Consiglio e sul meccanismo dei subentri. Non ci sono elementi per attribuire a uno di questi consiglieri la volontà di entrare nella Giunta Forte.

Quelle «trattative» che accendono Palazzo San Giorgio

Rimane però quella parola pronunciata dalla sindaca: «trattative».

Con chi? Su quali basi? E soprattutto: il nono assessorato servirà esclusivamente a completare la squadra amministrativa oppure diventerà lo strumento per costruire un nuovo equilibrio politico in Consiglio?

Sono domande che accompagneranno inevitabilmente i prossimi mesi.

Perché una nomina apparentemente semplice potrebbe trasformarsi in una delle operazioni politiche più importanti della consiliatura. Se davvero il nuovo assessore dovesse arrivare dalle file dell’attuale opposizione, non conterebbe soltanto chi entrerà in Giunta: sarebbe altrettanto importante capire chi prenderà il suo posto tra i banchi del Consiglio e quale posizione politica assumerà.

Poi, naturalmente, qualunque scelta verrà presentata come compiuta nell’esclusivo interesse della città. E certamente l’eventuale aumento dell’indennità derivante dal passaggio da consigliere ad assessore non avrà alcun peso nella decisione.

A Palazzo San Giorgio, insomma, la partita per la nona poltrona sembra appena cominciata. E questa volta saranno soprattutto i numeri a raccontare dove potrebbe portare.

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