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Banca d’Italia: il Molise frena, economia stagnante nel 2025 tra crisi dell’automotive e calo del turismo.

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CAMPOBASSO. Un’economia che fatica a ripartire, frenata dalla crisi dell’automotive, dal rallentamento dei consumi e dalla contrazione del turismo. È il quadro che emerge dal rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia del Molise, presentato in questi giorni dalla Filiale di Campobasso e aggiornato ai dati disponibili fino a maggio 2026.

Secondo l’analisi dell’istituto centrale, nel 2025 l’economia regionale è rimasta sostanzialmente ferma. L’attività economica ha registrato una lieve flessione dello 0,1%, mentre nel Mezzogiorno si è osservata una crescita dello 0,7% e a livello nazionale dello 0,5%. Un risultato che conferma le difficoltà strutturali di una regione che continua a risentire della debolezza della domanda interna e delle incertezze del contesto internazionale.

A pesare in modo significativo è stata soprattutto la crisi del comparto automobilistico. Il Molise, infatti, è una delle regioni italiane più esposte alla filiera dell’automotive. Secondo la Banca d’Italia, il settore rappresenta il 9,6% del valore aggiunto del sistema produttivo privato regionale, una quota seconda solo a quella della Basilicata. Le aree maggiormente coinvolte sono quelle di Termoli, Isernia e Venafro, dove la presenza delle attività collegate alla produzione di autoveicoli continua ad avere un ruolo determinante sull’economia locale. La diminuzione della produzione e delle ore lavorate nel settore ha inevitabilmente avuto ripercussioni sull’intero tessuto economico regionale.

Non mancano però alcuni segnali positivi. L’agricoltura ha registrato una crescita del 2,8%, superiore sia alla media del Mezzogiorno che a quella nazionale. Buoni risultati sono arrivati soprattutto dalle coltivazioni di legumi, ortaggi e piante da tubero. Anche il settore delle costruzioni ha continuato a crescere, seppur a ritmi più contenuti rispetto agli anni precedenti, grazie agli investimenti pubblici e ai cantieri finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Sul fronte immobiliare il Molise mostra una dinamica in controtendenza rispetto al quadro generale. Le compravendite di abitazioni sono aumentate del 6,4%, trainate in particolare dalla ripresa delle transazioni nel comune di Campobasso. In crescita anche i prezzi delle case, seppur con incrementi inferiori rispetto alla media nazionale.

Decisamente meno incoraggianti i dati relativi al turismo. Nel 2025 gli arrivi nelle strutture ricettive molisane sono diminuiti del 10,9%, mentre le presenze hanno fatto registrare una contrazione dell’8,3%. Una flessione che ha interessato sia gli alberghi sia le strutture extralberghiere e che ha colpito in modo particolare la provincia di Campobasso durante la stagione estiva. In calo anche il traffico del porto di Termoli, con una riduzione sia dei passeggeri che delle merci movimentate.

Il rapporto evidenzia inoltre il rallentamento del mercato del lavoro. Dopo anni di crescita, nel 2025 l’occupazione si è sostanzialmente fermata e si è registrato un aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali, soprattutto nell’industria dei mezzi di trasporto. Le retribuzioni nominali continuano a crescere, ma il potere d’acquisto delle famiglie rimane sotto pressione a causa dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita. La spesa per consumi è aumentata solo marginalmente, segnale di una persistente prudenza da parte delle famiglie molisane.

Anche sul fronte del credito il quadro appare improntato alla cautela. I prestiti alle imprese restano deboli, mentre crescono quelli destinati alle famiglie, in particolare per mutui e credito al consumo. La qualità del credito ha mostrato alcuni segnali di deterioramento, soprattutto nel comparto produttivo, sebbene il fenomeno riguardi un numero limitato di aziende.

Guardando al 2026, la Banca d’Italia invita alla prudenza. Alle criticità già esistenti si sono aggiunti gli effetti delle tensioni geopolitiche internazionali e gli eventi meteorologici estremi che tra marzo e aprile hanno colpito il Molise, causando danni alle infrastrutture e rallentamenti alle attività produttive. In questo contesto, gli investimenti pubblici e le risorse del PNRR rappresentano una delle principali leve per sostenere la crescita e favorire la modernizzazione del sistema economico regionale.

Il quadro che emerge è quello di un Molise che continua a resistere grazie ad alcuni comparti strategici, ma che fatica ancora a trovare un percorso di crescita stabile e duraturo.

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