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San Giuliano di Puglia, 24 anni fa il terremoto che uccise 27 bambini e una maestra: il Molise non dimentica.



SAN GIULIANO DI PUGLIA – Ventiquattro anni sono trascorsi da quel terribile 31 ottobre 2002, ma per il Molise il tempo sembra essersi fermato alle 11.32, quando una violenta scossa di terremoto sconvolse il piccolo comune di San Giuliano di Puglia, trasformando una normale mattinata di scuola in una delle pagine più dolorose della storia italiana.

Era la vigilia di Ognissanti. Nelle aule della scuola elementare Francesco Jovine, i bambini stavano seguendo le lezioni, ignari di quanto sarebbe accaduto pochi istanti dopo. La terra tremò improvvisamente e l’edificio scolastico crollò, intrappolando sotto tonnellate di macerie alunni e insegnanti.

Il bilancio fu devastante: 27 bambini e la loro maestra, Carmela Ciniglio, persero la vita. Ventotto esistenze spezzate, ventotto famiglie travolte da un dolore impossibile da descrivere, un’intera comunità segnata per sempre.

Le immagini dei soccorritori impegnati a scavare tra le macerie fecero il giro del mondo. Vigili del fuoco, volontari, forze dell’ordine, personale sanitario e cittadini lavorarono senza sosta, nella speranza di trovare ancora qualcuno in vita. Ogni rumore proveniente dalle macerie alimentava la speranza, ogni minuto trascorso rendeva più drammatica l’attesa.

San Giuliano di Puglia divenne il simbolo di una tragedia che colpì non soltanto il Molise, ma l’intero Paese. Il dolore dei genitori, le fotografie dei bambini, i banchi rimasti vuoti e il silenzio di una comunità sconvolta sono immagini che, ancora oggi, appartengono alla memoria collettiva.

Quel terremoto, tuttavia, non rappresentò soltanto una catastrofe naturale. Il crollo della scuola aprì interrogativi profondi sulla sicurezza degli edifici pubblici, sulla qualità delle costruzioni e sulla necessità di garantire controlli rigorosi, soprattutto nei luoghi destinati ad accogliere i più piccoli.

La tragedia contribuì a cambiare la percezione del rischio sismico in Italia, riportando al centro del dibattito nazionale la vulnerabilità del patrimonio edilizio scolastico e l’importanza della prevenzione.

A distanza di ventiquattro anni, il ricordo di San Giuliano di Puglia continua a rappresentare un monito per le istituzioni. La sicurezza delle scuole non può essere considerata una questione secondaria, né un intervento da rinviare in attesa di nuove emergenze. Deve essere una priorità permanente, sostenuta da investimenti, verifiche strutturali e programmi di adeguamento antisismico.

Perché il diritto allo studio deve essere accompagnato da un altro diritto fondamentale: quello di entrare ogni mattina in una scuola sicura e tornare a casa.

Il 31 ottobre, per il Molise, non è una data come le altre. È il giorno del ricordo, del raccoglimento e della memoria. È il giorno in cui una regione intera torna idealmente davanti a quella scuola, pensando ai bambini che non poterono più riabbracciare i propri genitori e alla maestra che perse la vita insieme ai suoi alunni.

Ventiquattro anni dopo, il dolore resta vivo, così come il dovere di custodire la memoria delle vittime e di trasmetterla alle nuove generazioni.

San Giuliano di Puglia ha saputo ricostruire, rialzarsi e guardare avanti, ma nessuna ricostruzione potrà restituire ciò che quella mattina venne perduto.

Oggi il Molise si ferma idealmente per ricordare quei 27 bambini e la loro maestra. Ventotto vite che non devono essere dimenticate. Ventotto nomi che continuano a chiedere memoria, rispetto e responsabilità.

Perché ricordare il 31 ottobre 2002 significa anche assumersi un impegno preciso: fare tutto il possibile affinché una tragedia simile non si ripeta mai più.

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