

Il futuro dello stabilimento Stellantis e dell’intero comparto automobilistico molisano torna al centro del dibattito politico regionale. La decisione della Giunta del Molise, assunta insieme alla Regione Abruzzo, di chiedere al Governo il riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa provoca la dura reazione del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina, che considera l’iniziativa il risultato di una gestione tardiva dell’emergenza occupazionale.
Al centro della vicenda ci sono numeri che descrivono un progressivo indebolimento del settore: 1.200 posti di lavoro persi, una produzione dello stabilimento termolese diminuita del 60% rispetto al 2015 e un comparto industriale che rappresenta ancora un valore economico significativo, con un fatturato di circa 1,5 miliardi di euro e una quota pari al 32% delle esportazioni regionali.
Secondo Gravina, questi dati confermerebbero le preoccupazioni espresse da tempo dal Movimento 5 Stelle, rimaste senza risposte adeguate da parte dell’esecutivo regionale.
Il consigliere ricorda in particolare una mozione presentata dall’opposizione per sollecitare un intervento deciso della Regione nei confronti del Ministero competente. Un’iniziativa che, secondo la sua ricostruzione, sarebbe stata sottovalutata dal presidente Francesco Roberti, nonostante i segnali di difficoltà provenienti dallo stabilimento.
A distanza di mesi, sostiene Gravina, la gravità della situazione sarebbe stata riconosciuta anche dal consigliere regionale delegato Andrea Di Lucente durante un confronto nazionale convocato dal ministro Adolfo Urso. Per l’esponente pentastellato, la richiesta di riconoscimento dello stato di crisi rappresenterebbe quindi la presa d’atto di problemi che avrebbero richiesto interventi molto prima.
Uno dei principali elementi di contestazione riguarda il progetto della Gigafactory, l’investimento destinato alla produzione di batterie per veicoli elettrici che avrebbe dovuto offrire nuove prospettive industriali al territorio.
Gravina ritiene che la mancata realizzazione dell’impianto abbia contribuito ad aggravare le incertezze sul futuro produttivo di Termoli. A suo giudizio, i continui rinvii e l’assenza del progetto dai successivi programmi industriali di Stellantis avrebbero dovuto spingere le istituzioni regionali ad assumere una posizione più incisiva.
Il consigliere richiama anche l’audizione parlamentare dell’amministratore delegato Antonio Filosa, dopo la quale il Movimento 5 Stelle aveva espresso ulteriori dubbi sulle prospettive dell’investimento.
La questione assume, secondo Gravina, un peso ancora maggiore alla luce dell’evoluzione del mercato automobilistico. L’esponente dell’opposizione sottolinea infatti la crescita delle immatricolazioni di veicoli completamente elettrici in Italia, sostenendo che rinunciare alla produzione di batterie significherebbe perdere opportunità economiche e occupazionali a vantaggio di altri territori europei.
Le critiche si estendono anche alle politiche industriali del Governo nazionale. Gravina contesta l’assenza, a suo giudizio, di finanziamenti specificamente destinati al rilancio dell’automotive e teme che gli interventi di riconversione possano privilegiare altri settori, in particolare quello della produzione militare.
Per il Movimento 5 Stelle, invece, la transizione industriale dovrebbe puntare sulla salvaguardia delle competenze esistenti, sulla continuità occupazionale e sugli investimenti nelle nuove tecnologie.
In questa prospettiva, Gravina richiama l’iniziativa avviata dal suo partito a livello europeo per chiedere l’utilizzo degli strumenti finanziari legati alla transizione giusta anche a sostegno della filiera automobilistica.
L’attenzione si concentra adesso sui prossimi passaggi istituzionali. La richiesta avanzata dalle Regioni Molise e Abruzzo, accompagnata dal Piano di riconversione e riqualificazione industriale, dovrà essere esaminata dal Ministero, che secondo il percorso indicato dovrebbe pronunciarsi entro novembre, decidendo se accogliere l’istanza oppure richiedere ulteriori integrazioni.
Un eventuale riconoscimento aprirebbe la strada alla definizione di un Accordo di programma, destinato a individuare gli interventi necessari per sostenere il tessuto produttivo e affrontare le conseguenze della crisi.
Gravina avverte però che il solo riconoscimento amministrativo non sarebbe sufficiente a garantire una ripresa industriale. Servirebbero impegni precisi, finanziamenti individuati, scadenze verificabili e responsabilità definite.
Il consigliere annuncia inoltre che il Movimento 5 Stelle sta lavorando, insieme ai propri rappresentanti parlamentari, alla presentazione di un’interrogazione per portare nuovamente la situazione dello stabilimento di Termoli all’attenzione diretta del Governo.
Resta dunque aperta una partita decisiva per l’economia molisana. La crisi dello stabilimento Stellantis non riguarda soltanto i dipendenti del sito produttivo, ma coinvolge anche le aziende dell’indotto e un sistema industriale che continua a rappresentare una componente fondamentale dell’occupazione e delle esportazioni regionali.
Per Gravina, la priorità deve essere quella di trasformare il percorso istituzionale appena avviato in un progetto industriale concreto, capace di offrire garanzie ai lavoratori e prospettive di sviluppo al territorio, evitando che il riconoscimento dell’area di crisi si traduca in un ulteriore passaggio burocratico privo di risultati tangibili.