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Giallo di Pietracatella, la Polizia nelle scuole: al via le perquisizioni informatiche, sotto esame oltre 70 computer.



RICCIA – Si apre un nuovo capitolo nell’inchiesta sulla tragedia di Pietracatella, costata la vita a Sara Di Vita e alla madre Antonella Di Ielsi, decedute nel dicembre scorso a seguito di un avvelenamento da ricina. Questa mattina, martedì 13 ottobre, sono scattate le prime verifiche informatiche disposte dalla Procura della Repubblica di Larino.

Poco prima delle 10, cinque operatori della Squadra Mobile e del Servizio Centrale Operativo (SCO) hanno fatto ingresso nell’Istituto Agrario di Riccia per avviare una perquisizione che interessa oltre 70 computer presenti nella struttura scolastica.

L’obiettivo degli investigatori è individuare eventuali elementi digitali riconducibili a ricerche effettuate sulla ricina, la sostanza tossica al centro dell’inchiesta. Un’attività investigativa che punta a ricostruire possibili accessi a informazioni relative al veleno e a individuare eventuali collegamenti utili a chiarire le circostanze della morte delle due donne.

La scelta dell’istituto scolastico rientra negli approfondimenti investigativi che coinvolgono persone appartenenti alla cerchia di conoscenze della famiglia Di Vita. Nella scuola, infatti, presta servizio come tecnico di laboratorio il marito di una docente legata da un rapporto di amicizia a Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella e rispettivamente padre e marito delle vittime.

Le operazioni si svolgono mentre all’interno dell’istituto proseguono regolarmente le attività didattiche.

Quella di Riccia rappresenta soltanto la prima di quattro perquisizioni programmate nell’arco della settimana. Il calendario degli accertamenti prevede per domani, mercoledì 14 ottobre, un intervento al liceo Scientifico di Riccia, dove insegna la docente amica di Gianni Di Vita.

Giovedì 15 ottobre gli investigatori si sposteranno al liceo Classico di Campobasso, istituto frequentato fino allo scorso anno da Sara Di Vita e dalla sorella Alice. L’ultima verifica è prevista per venerdì 16 ottobre al liceo delle Scienze Umane di Casacalenda, dove lavora Laura, cugina di Gianni Di Vita.

Giovedì 15 ottobre gli investigatori si sposteranno al liceo Classico di Campobasso, istituto frequentato fino allo scorso anno da Sara Di Vita e dalla sorella Alice. L’ultima verifica è prevista per venerdì 16 ottobre al liceo delle Scienze Umane di Casacalenda, dove lavora Laura, cugina di Gianni Di Vita.

Alle attività investigative avviate questa mattina partecipa anche Gianni Alfonso, consulente informatico del legale che assiste Gianni Di Vita.

L’attenzione degli inquirenti si concentra dunque sulle possibili tracce lasciate nei dispositivi elettronici, nella ricerca di elementi che possano contribuire a ricostruire quanto accaduto prima del duplice decesso.

Le perquisizioni costituiscono un’attività di acquisizione e verifica di eventuali elementi investigativi e non rappresentano, di per sé, un’indicazione di responsabilità per le persone che lavorano negli istituti interessati.

L’inchiesta della Procura di Larino prosegue nel tentativo di fare piena luce su una vicenda che ha profondamente colpito la comunità di Pietracatella e l’intero Molise. Gli esiti degli accertamenti informatici potrebbero fornire nuovi elementi per ricostruire la provenienza della sostanza tossica e le circostanze del suo utilizzo.

 

 

Foto di repertorio

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