Chaminade Campobasso travolgente: cinque reti al Real Castel Fontana e porta inviolata.
Ottobre 11, 2026
Petacciato, auto finisce fuori strada e precipita nella vegetazione: ferita una ragazza di 23 anni.
Ottobre 11, 2026

Evasione fiscale in Molise, recuperati appena 250 euro: solo tre Comuni su 136 partecipano alla lotta, Campobasso e Isernia assenti.



In Molise la partecipazione dei Comuni alla lotta contro l’evasione fiscale continua a registrare numeri estremamente contenuti. Su 136 amministrazioni comunali presenti sul territorio regionale, soltanto tre hanno ricevuto nel 2025 un contributo economico per l’attività di contrasto all’evasione dei tributi erariali svolta nel 2024. Il totale delle somme riconosciute ammonta ad appena 250 euro.

A emergere è un quadro che solleva interrogativi sul coinvolgimento degli enti locali nelle attività di accertamento fiscale, soprattutto considerando le dimensioni del fenomeno dell’evasione nella regione.

Secondo un’elaborazione della CGIA di Mestre, realizzata sulla base dei dati del Ministero dell’Interno, i soli Comuni molisani beneficiari dei contributi sono Riccia, che ha incassato 175 euro, Mafalda con 50 euro e Jelsi con appena 25 euro.

Importi decisamente modesti, che tuttavia testimoniano una partecipazione attiva delle tre amministrazioni alle attività di accertamento attraverso gli strumenti di collaborazione con l’Agenzia delle Entrate.

Il dato più significativo riguarda però le altre 133 amministrazioni comunali che non risultano tra i beneficiari delle somme distribuite. Tra queste figurano anche i due capoluoghi di provincia, Campobasso e Isernia, inseriti nell’elenco nazionale delle città che non hanno trasmesso segnalazioni qualificate all’Agenzia delle Entrate.

Un’assenza che pone una questione sul ruolo delle amministrazioni locali nel contrasto all’evasione fiscale. I Comuni, infatti, possono contribuire all’individuazione di situazioni fiscalmente irregolari attraverso informazioni e segnalazioni utili agli organi competenti, ottenendo in cambio una quota delle somme effettivamente recuperate secondo i meccanismi previsti dalla normativa.

La situazione assume un peso ancora maggiore se confrontata con le stime sull’evasione fiscale regionale.

Sempre secondo le elaborazioni della CGIA di Mestre, basate sui dati Istat e del Ministero delle Finanze, nel 2023 in Molise sarebbero stati sottratti al fisco circa 506 milioni di euro tra imposte e contributi.

Una cifra considerevole per una regione di piccole dimensioni, che corrisponde a 15,6 euro evasi ogni 100 euro di gettito incassato.

Il confronto tra i 506 milioni di euro di evasione stimata e i soli 250 euro riconosciuti ai Comuni per la loro partecipazione alle attività di accertamento restituisce l’immagine di un sistema nel quale il coinvolgimento delle amministrazioni locali appare ancora molto limitato. Si tratta, naturalmente, di grandezze differenti: la prima rappresenta una stima complessiva dell’evasione, mentre la seconda riguarda esclusivamente i contributi riconosciuti agli enti locali per la collaborazione all’accertamento.

Resta comunque aperto un interrogativo: perché in Molise soltanto tre Comuni su 136 risultano beneficiari di questi incentivi e perché i due capoluoghi di provincia non hanno effettuato segnalazioni qualificate?

La lotta all’evasione fiscale non rappresenta soltanto una questione di entrate per le casse pubbliche, ma riguarda anche l’equità del sistema tributario e la distribuzione del carico fiscale tra cittadini e imprese.

I dati evidenziano dunque la necessità di una riflessione sul possibile rafforzamento della collaborazione tra amministrazioni comunali e Agenzia delle Entrate, anche attraverso strumenti organizzativi e competenze specifiche.

In una regione alle prese con difficoltà economiche e risorse pubbliche limitate, il contrasto all’evasione potrebbe rappresentare un’opportunità per migliorare la capacità di recupero delle entrate e contribuire a una maggiore giustizia fiscale.

Per il momento, però, il bilancio della partecipazione comunale in Molise resta fermo a tre amministrazioni e appena 250 euro di contributi complessivi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *