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Nella mattinata odierna la Squadra Mobile di Campobasso ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – disposta dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Campobasso su richiesta di questa Procura – nei confronti di due soggetti, un uomo e una donna, entrambi residenti nella provincia di Isernia, indagati per diversi furti commessi all’interno di esercizi commerciali del capoluogo molisano.

I due soggetti, già sottoposti al divieto di dimora presso il comune di Isernia poiché indagati per fatti analoghi commessi in quel territorio, prendevano di mira principalmente piccole attività commerciali (bar, pizzerie, stazione di rifornimento, alimentari) i cui ingressi esterni presentavano finestre c.d. “vasistas”. In particolare l’uomo, approfittando dell’alta statura e della sua agilità fisica, grazie all’ausilio della donna, che dall’esterno fungeva da “palo”, riusciva a manomettere i fermi di chiusura delle finestre e ad introdursi all’interno dei locali commerciali nei periodi di chiusura, preferendo generalmente gli orari notturni. L’obiettivo principale delle azioni predatorie erano i registratori di cassa che, in quasi tutti i casi, custodivano le entrate della giornata.

L’attività di indagine ha richiesto una scrupolosa analisi delle telecamere di videosorveglianza installate sia all’interno dei locali, sia all’esterno sulla pubblica via. Tali riscontri, unitamente ai rilievi dattiloscopici effettuati in sede di sopralluogo nonché all’esito delle perquisizioni effettuate per la ricerca dei capi indossati dagli indagati in occasione dei furti, hanno consentito di attribuire all’uomo complessivamente 6 furti commessi negli ultimi mesi, di cui due con il concorso della donna.

I furti commessi ai danni di private abitazioni o di esercizi commerciali rappresentano l’espressione più odiosa della microcriminalità urbana la quale, senza dubbio, colpendo indiscriminatamente tutti i cittadini, contribuisce a sviluppare un diffuso senso di insicurezza. Per tale motivo, l’interesse della FF.PP. e della magistratura è sempre molto elevato e le iniziative al riguardo si muovono sul piano repressivo, ma anche su quello preventivo.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari, nel corso delle quali gli indagati potranno esperire, in ottica difensiva, tutti i rimedi processuali previsti dal codice di rito.

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