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Accoglienza migranti in Molise: la gestione di alcuni SPRAR in mano ad una Coop fortemente legata alla famiglia Soumahoro. Il Presidente della Coop indagato in Calabria insieme a Mimmo Lucano.



Si chiama ” Progetto SPRAR Karibu” l’iniziativa promossa dall’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso avviato dal 1 Gennaio 2018 e conclusosi il 31 Dicembre 2020, facente parte del piano sperimentale nazionale in materia di accoglienza dei migranti denominato PNA che ha come obiettivo quello di fornire una “accoglienza integrata” e non assistenzialista ai migranti che giungono in Italia. Il Progetto SPRAR Karibù dell’ATS di Campobasso prevedeva l’accoglienza ed il supporto verso 65 beneficiari, singoli o famiglie, ospitati in 13 appartamenti ubicati nei comuni di Campobasso, Castellino sul Biferno, Ferrazzano e Lucito per una durata appunto triennale. Ad aggiudicarsi la  gestione di tale iniziativa è statali Raggruppamento temporaneo d’impresa realizzato tra la ” Assistenza e Lavoro Cooperativa Sociale Onlus” (ASSeL) e la “Promidea Cooperativa Sociale”, la prima con sede in Avellino e la seconda con sede a Rende (CS) in Calabria.

A seguito dello scandalo legato all’inchiesta della Procura di Latina sul business della mala accoglienza che ha generato immensi guadagni illeciti da parte di alcune Cooperative gestite dalla moglie e dalla suocera del Parlamentare Aboubakar Soumahoro, recentemente finite agli arresti, proprio per i reati contestati dall’inchiesta, abbiamo voluto verificare se qualche collegamento potesse sussistere anche in Molise. Ebbene a seguito di numerose ed approfondite ricerche abbiamo potuto verificare, anche grazie ad articoli di stampa nazionale e dichiarazioni di esponenti politici, che il Presidente della Coop. Promidea, che come detto si è occupata per conto dell’ATS di Campobasso del Progetto SPRAR Karibu, abbia avuto fortissimi legami con la moglie e la suocera dell’On.le Soumahoro e la rete delle Cooperative ed i Consorzi da loro direttamente gestite. Così come riportato dal sito cosenzachannel.it, infatti, la posizione ed i rapporti tra il Presidente della Coop. Promidea e la famiglia Soumahoro sembrano essere piuttosto stretti, specialmente nel periodo che va dal 2009 al 2014. Come dichiarato dal Capogruppo della Lega in Regione Lazio Angelo Tripodi, sussisterebbero forti legami tra la Coop. Promidea e nello specifico del suo Presidente Carmine Federico, in quanto dall’anno 2009 al 2014 il consorzio Aid, quello finito sotto indagine della Procura di Latina e gestito dalla suocera del Parlamentare, ha avuto sede legale a Rende (CS) proprio al medesimo indirizzo sede anche della Cooperativa Promidea. Se non bastasse, nell’anno 2009, il Presidente della Promidea firmava in qualità di segretario il Bilancio del consorzio Aid unitamente alla suocera di Soumahoro Sig.ra Mukamitsindo, oggi agli arresti. Inoltre, dichiara sempre Tripodi, Carmine Federico presidente della Promidea ” risulta indagato dalla Corte dei Conti della Calabria insieme a Mimmo Lucano (ex. Sindaco di Riace, ndr) e ad altri per quanto riguarda lo scandalo legato sempre all’accoglienza dei migranti ed al cosiddetto “modello Riace”. Il Capogruppo leghista sottolinea inoltre, che sia Lucano che Federico sono stati impegnati nel Consorzio Aid gestito dalla Signora Mukamitsindo. Insomma anche se per fatti passati la Cooperativa Promidea ed il suo Presidente risultano, o quantomeno fino al 2014, fortemente legati ai Soumahoro ed al mondo dell’accoglienza dei migranti.

Ovviamente ci teniamo a sottolineare come sia la Coop. Promidea che il suo Presidente, non sono coinvolti in alcun modo nell’inchiesta che ha portato all’arresto della moglie e della suocera del Soumahoro, ne tantomeno ci risulta nessuna problematica o segnalazione negativa riguardo la qualità dei servizi prestati all’ATS di Campobasso per il Progetto SPRAR Karibu.

Certo l’interrogativo sul come mai la gestione dell’accoglienza in tutta Italia sia in qualche modo affidata quasi sempre a determinate Cooperative ed imprenditori resta. Ma questa è un’alta storia.

 

 

Simone Rocco.

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