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Pos 2022-2024. Boccardo (UIL): “Bloccarlo prima che produca effetti irreparabili”



“Regna una confusione infinita in Molise per un POS che, secondo le comunicazioni del Commissario, è aperto al contributo di tutti ma che contemporaneamente è stato inviato al Ministero per l’approvazione”. Così la Segretaria generale della UIL Molise, Tecla Boccardo.

“Piuttosto che attendere, utilitaristicamente, l’insediamento del nuovo Governo ‘amico’ della classe politica regionale, si accelera per l’approvazione di un piano operativo sanitario, che va a nostro avviso bloccato. La domanda sorge spontanea: come mai tanta fretta per portare a casa un POS che nessuno vuole, che distrugge la sanità pubblica e privata? E soprattutto – si chiede la Boccardo – perché in un momento in cui qualcuno parla di risolvere la questione sanitaria con un Decreto Molise che elimini il debito, o recuperare nuove risorse nel riparto, che ponga rimedio alle criticità o i limiti del decreto Balduzzi e soprattutto al commissariamento, si prosegue dritti come le treni (speriamo stavolta in linea con quelli regionali)?”

“Solleciteremo chi ha preso e confermato impegni in questa direzione, affinché si attivi non appena lo scacchiere del Governo sia completo – annuncia la segretaria – Invece di correr dietro a questo Piano, prosegue la sindacalista, ci si impegni piuttosto a redigere un piano del fabbisogno delle prestazioni per evitare sprechi e ad usare al meglio le risorse disponibili che sono ancora ferme e chiuse in qualche capitolo, mettendo a disposizione di tutte le strutture ospedaliere le economie assegnate dal Ministero per l’abbattimento delle liste d’attesa. E mentre reparti come ad esempio la Radioterapia del Gemelli vanno in difficoltà per carenza di budget ed assenza del piano del fabbisogno”.

“Ancora una volta in questa regione si naviga a vista! Noi della UIL facciamo ancora una volta appello al buon senso e ricordiamo che tutto questo si gioca sulla pelle di cittadini, malati e anziani che hanno diritto ad essere curati in Molise e non fuori regione, da una sanità pubblica di qualità”, ricorda la Boccardo.

“Non possiamo più sentire di molisani che devono andare a curarsi a Napoli o Pescara o altrove per patologie che potremmo trattare qui, oppure morire sulle ambulanze del 118, servizio ormai ridotto al lumicino, a causa di patologie tempo dipendenti. Davvero speriamo che la nostra classe dirigente, almeno per una volta – conclude Boccardo – faccia e non parli soltanto per fermare questo POS, visto si parla di sopravvivenza”.

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