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Isernia. “Il miglior modo per conservare è coltivare”, convegno sulla Cipolla Bianca



“La mogl ch vò ben a ru marit la sera r fa truà la cpullata”

A far da cornice alla tradizionale Fiera delle Cipolle diversi eventi, come il convegno scientifico promosso dall’ Associazione cipolla bianca di Isernia – nata per la valorizzazione e la promozione del famoso ortaggio locale – tenutosi questa mattina a partire dalle ore 10.30 nel foyer dell’auditorium Unità di Italia.

Un’occasione di divulgazione scientifica che è servito ad avviare una riflessione sul rilancio del pregiato bulbo, quale patrimonio agroalimentare molisano, e della sua commercializzazione. All’incontro sono intervenuti il professor Antonio De Cristofaro, docente della Facoltà di Agraria, che ha illustrato il contributo dell’Università degli Studi del Molise allo sviluppo della filiera della cipolla bianca di Isernia. L’agronomo Giacomo Verrecchia, che ha relazionato sugli “Aspetti tecnici del disciplinare di produzione della cipolla di Isernia”. A concludere, Andrea Petraroia ha parlato della realtà e delle prospettive di sviluppo della cipolla di Isernia.
All’ingresso dell’auditorium lo stand allestito dai soci della cooperativa sociale Lai (Lavoro anch’io), tra i promotori dell’iniziativa.

E’ stato proprio Nino Santoro, Presidente della LAI a moderare l’incontro. Perché una cooperativa sociale si occupa di “cipolle”? Da diversi anni, l’ impegno della cooperativa sociale LAI è quello di costruire e ristrutturare un laboratorio per dar vita ad un inclusione lavorativa per i ragazzi disabili. “Attraverso una programmazione, un’organizzazione, frequentiamo l’ orto botanico chiamato “Il percorso dei sensi”, diretto dal prof. De Cristofaro dell’Unimol, facoltà di agraria. Infatti, la cooperativa LAI è convenzionata con l’Università degli Studi del Molise e con l’ ARSARP – Agenzia Regionale per lo Sviluppo Agricolo, Rurale e della Pesca”.

Prende la parola Luca De Martino, assessore comunale alla Cultura, in rappresentanza di tutta l’amministrazione, per i saluti. “Ringrazio l’Associazione “Cipolla Bianca di Isernia” per l’organizzazione del convegno. Quello che il comune può fare è lottare affinché si trovino le condizioni per dare la possibilità a chi si trova all’interno della produzione dell’ortaggio di far diffondere il prodotto. Ma c’è un problema. Dobbiamo prima produrre e poi diffondere. Purtroppo da noi si produce poco, meno di 100 quintali di cipolla all’anno”.

“Quando c’è un prodotto, c’è una risorsa in un territorio – ha affermato il Prof. Antonio De Cristofaro -. Non si può partire dall’esaltazione della qualità di un prodotto se poi quel bene manca. Bisogna concentrare le risorse che ci sono, nella produzione della “base”. La prima domanda da farci è se effettivamente ne vale la pena; noi come mondo accademico ci abbiamo riflettuto a lungo: 1) è ottima, basti pensare che nel mondo molte qualità di cipolla sono state abbandonate semplicemente perché non erano buone. La cipolla bianca è un’ eccellenza!, quindi conviene investire; 2) è una varietà rustica – rusticità -, essendo fortemente attaccata al territorio è più resiliente; 3) è diversa – diversità -, è un prodotto riconoscibile per le sue caratteristiche, per la sua morfologia”.

“Stiamo rischiando di perdere il patrimonio genetico di questo bene – ha preso così la parola l’agronomo Giacomo Verrecchia, ARSARP -. Dobbiamo tutelarlo. La De.Co. è un’attestazione che può essere attribuita da un Comune per riconoscere, promuovere e tutelare i prodotti agroalimentari e artigianali, locali e particolarmente caratteristici del proprio territorio; nel 2018 il comune di Isernia ci ha interpellato proprio per questo. All’interno del regolamento De.Co. si prevedono dei disciplinari di produzione delle specialità inserite; è stata riconosciuta qui, tra le altre, la cipolla bianca di Isernia.

Andrea Petraroia, infine, tesoriere dell’Associazione “Cipolla Bianca di Isernia” ha ben spiegato la realtà e le prospettive della cipolla di Isernia. Dapprima con le diverse collaborazioni, come con la Cooperativa LAI ma anche con l’Associazione “Il merletto di Isernia. L’arte nelle mani” – ce ne sono molte altre – e poi si è soffermato sui diversi terreni dove poter diffondere/coltivare l’ortaggio. “Abbiamo trovato ostacoli solo con i ristoratori, invece”.

Non poteva mancare il ricordo della Signora Maria Battista, l’ortolana isernina per eccellenza che sin da piccola ha sempre presieduto la Fiera delle Cipolle con il suo banchetto, venuta a mancare qualche mese fa. Quest’anno la prima fiera senza di lei.

Maria Battista, Fiera delle Cipolle 2021

 

 

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