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ATM dramma senza fine. I sindacati: “Lavoratori vessati dal noto imprenditore”. Chiesto un incontro tra le Parti sociali



E’ una nota dura che fotografa una realtà desolante quella che le segreterie regionali dei sindacati: FILT CGIL Franco Rolandi; FIT CISL Antonio Vitagliano; UILTRASPORTI Carmine Mastropaolo; UGL AUTOFERRO Nicolino Libertone fanno del settore del trasporto pubblico con riferimento alla situazione ATM.

Così i sindacati: “Quella Ormai (e vale anche per i non addetti ai lavori) quando in Molise si sente parlare di Atm, immediatamente viene in mente l’emblema negativo di un settore quello del trasporto pubblico nel quale gli imprenditori e le imprese di questa Regione, senza mai confrontarsi con il mercato, hanno tenuto in scacco e per decenni le Istituzioni, senza assicurare alla collettività un servizio pubblico degno di questo nome. E non è un caso che la stessa Regione nel predisporre il Piano Regionale dei Trasporti di imminente approvazione da parte del Consiglio, abbia candidamente ammesso al capitolo “Criticità” del corposo documento di 900 pagine che la qualità dell’offerta dei servizi di trasporto collettivo (e nello specifico quello su gomma) è alquanto scadente e le cause ipotizzate dall’Ente, manco a dirlo, sono esattamente le stesse che le forze sindacali stanno ribadendo da tempo: elevata frammentazione dei soggetti concessionari; scarsa ottimizzazione delle direttrici e degli orari; scarsa integrazione sia di servizi che tariffe; situazioni di monopolio su alcune direttrici; parco veicolare tra i più obsoleti di Italia; difficoltà di controllo (da parte della stessa Regione) dei servizi erogati e della bigliettazione.
Tutto ciò, unitamente ad “una rete dei servizi cresciuta negli anni senza una visione né strategica, né di sistema, né sinergica” – sostiene la Regione – “ha determinato un decadimento inesorabile della qualità del servizio”.

Se poi a questa analisi non proprio lusinghiera aggiungessimo il pessimo trattamento riservato al personale, ecco che si arriva a quella sintesi “perfetta” e che in Molise si chiama ATM.

L’assurda vicenda dei lavoratori – continuano i sindacati- vessati dal noto imprenditore Larivera molto attento a rimettere a puntino in questi giorni le sue lussuose imbarcazioni in vista dell’avviata stagione estiva, ma evidente poco incline a pagare stipendi e contributi ai propri dipendenti, è giunta fino in Parlamento attraverso un’interrogazione indirizzata ai Ministri competenti Giovannini (trasporti) e Orlando (lavoro). E queste stesse organizzazioni sindacali, audite mercoledì scorso dalla terza commissione consiliare permanente presieduta da Aida Romagnuolo, oltre ad esprimere le proprie osservazioni e criticità sul Piano Regionale di trasporti, hanno ancora una volta rimarcato l’urgenza di superare il sistema Molise ma soprattutto di revocare la concessione a chi espleta un servizio pubblico contravvenendo ai più elementari diritti contrattuali dei lavoratori, a cominciare dall’esigibilità delle retribuzioni e dei contributi previdenziali.

E la risposta formale della Regione non si è fatta attendere ed è arrivata a distanza di poche ore da alcune anticipazioni in tal senso fornite sempre in audizione alla stessa Commissione da parte della dirigente del Dipartimento regionale dott.ssa Dina Verrecchia.
Con la nota del 27 maggio 2022 affianco riportata, controfirmata dalla stessa Dirigente del dipartimento regionale dott.ssa Verrecchia, la Regione Molise, richiamando la recente Legge di stabilità regionale 2022 e, nello specifico il comma 2 dell’art.7, lettera a) della L.R. n.8/2022, ha reso ancora più semplice la risoluzione contrattuale in via anticipata rispetto alla scadenza naturale nei confronti di quelle imprese concessionarie che “non provvedano al pagamento delle retribuzioni ai propri dipendenti entro il termine di giorni 12 decorrente dalla data di effettivo pagamento di quanto spettante per il mese precedente (…) per due volte, nell’arco di vigenza temporale del contratto” o che omettano di rilasciare, anche per un solo mese, la dichiarazione sostitutiva attestante di non trovarsi; nelle suddette condizioni di inadempienza nei confronti dei dipendenti.

 

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