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“Il potere logora chi non ce l’ha”, l’inesorabile declino di Michele Iorio



«Il potere logora chi non ce l’ha». È questo, senza alcun dubbio, l’aforisma più celebre fra quelli di Giulio Andreotti. Anche se la frase non è sua, bensì, sentenziano gli storici, del celebre politico e diplomatico francese del Settecento, Charles Maurice de Tayllerand. Un paio di secoli dopo Andreotti la ripropone e da quel momento, imprecisato per la verità, la frase diventa sua. Siamo sicuri che attualizzata ai tempi di oggi Andreotti l’avrebbe sicuramente pronunciata in considerazioni sull’ex Presidente della Regione Molise Michele Iorio, che da quando il TAR gli ha annullato l’ultima elezione a Governatore ha iniziato un lento ma inesorabile declino politico che sta raggiungendo il culmine in questi mesi ed in preparazione alla prossima tornata elettorale del 2023.

Michele Iorio, lo sappiamo tutti, è un politico dalle straordinarie capacità, un Medico che pian piano ha costruito il suo curriculum politico invidiato da molti ed eguagliato a livello locale da nessuno. Un cavallo di razza insomma. E’ ben risaputo però che i veri purosangue però hanno un difetto, sono di difficile convincimento, hanno la testa dura, e scelgono la strada da percorrere pur sapendo che sia quella sbagliata, convinti che grazie alla loro tempra ed all’essere dei purosangue riusciranno in ogni impresa.

Oggi Michele Iorio ha 74 anni, portati benissimo questo sicuramente, ma la considerazione sull’età del Presidente è quanto mai opportuna, se mai dovesse candidarsi di nuovo alla presidenza della Regione e venisse eletto, terminerebbe il suo incarico alla soglia degli 80 anni. Auguriamo a Michele Iorio di campare altri 80 anni in piena salute, questo sicuramente, ma crediamo che una persona che si pone delle sfide così ardue come quella di risollevare il Molise e di risolvere sopratutto la questione annosa della sanità, debba avere sopratutto la capacità e la forza di poter lavorare lucidamente h24, 7 giorni su 7, e su questo il limite dell’età pesa moltissimo, inutile nasconderlo.

Ho intitolato questo pezzo con il celebre aforisma di Maurice de Tayllerand divenuto poi nella cultura popolare l’aforisma di Andreotti “Il potere logora chi non ce l’ha” perchè calza a pennello per la situazione politica regionale che stiamo vivendo in questa legislatura. Come si sa Michele Iorio da quasi 10 anni è seduto in Consiglio Regionale come “semplice” consigliere, nei primi 5 anni è stato il leader dell’opposizione alla maggioranza di centrosinistra guidata da Paolo Frattura, in questa legislatura e quindi da quattro anni a questa parte siede tra gli scranni della maggioranza guidata da Toma, ma non ha mai dismesso i panni di leader dell’opposizione. Dall’inizio della consigliatura Iorio non ha perso occasione di puntualizzare, rimproverare e schierarsi contro la Giunta Regionale, perdendo anche lo spirito costruttivo da politico di razza che tutti gli hanno sempre riconosciuto. E’ stato l’antagonista di Donato Toma in tutto e su tutto, non è passato giorno che non si siano letti interviste ed articoli che lo riguardavano dove non picconasse Toma ed il Centrodestra. Di conseguenza è stato chiarissimo come l’acqua di sorgente che il medico isernino non abbia mai riposto l’ambizione o la speranza di diventare di nuovo Presidente del Molise, senza risparmiarsi nessuna mossa. L’unico freno che aveva era la sentenza del processo “Sistema Iorio” che poteva scrivere la parola fine alla sua carriera politica, ma che invece, assolvendolo e prescrivendolo gli ha dato il la per cominciare una campagna elettorale molto aggressiva e sopratutto esplicita per le prossime elezioni regionali.

Michele Iorio ha aderito a Fratelli D’Italia e sotto il simbolo della Fiamma esercita le proprie funzioni di Consigliere regionale. Lasciamo da parte le questioni interne al Partito della Meloni delle quali ci siamo abbondantemente occupati e sulle quali torneremo. Leggendo però l’intervista su Primo Piano Molise dove Iorio dichiara “Oggi non va più di moda distinguere tra centrodestra e centrosinistra…” crediamo che se Girogia Meloni leggesse dichiarazioni del genere da parte di un proprio consigliere Regionale, quantomeno lo caccerebbe a pedate dal Partito considerando il fervore della Leader di FDI. Continuando a leggere l’intervista possiamo dire che Iorio si sta portando al passo con i tempi del “Gender Fluid” infatti dichiara che lui sarebbe benissimamente candidabile sia con il centrodestra, sia con il centrosinistra, sia con le liste civiche, insomma un uomo buono per tutte le stagioni e per tutte le taglie che probabilmente cambierebbe forma a seconda del recipiente che dovrebbe contenerlo.

Chiudo questo mio editoriale facendo una considerazione, credo che Michele Iorio sotto alcuni punti di vista abbia lavorato bene ed abbia fatto davvero crescere il Molise durante la sua Presidenza, ma innegabili sono anche gli enormi disastri ed i prezzi altissimi che i cittadini molisani stanno ancora pagando a seguito di scelte sbagliate o poco oculate fatte dai suoi Governi. Capisco che il potere sia come una droga e che una volta che uno lo gestisce per anni indisturbato sia difficilissimo quando te lo tolgono di colpo mandandoti in astinenza. Ma farsi logorare e condizionare dall’assenza di questo potere sopratutto quando nei numeri hai preso sonorissimi schiaffoni a tutte le competizioni elettorali che si sono tenute in questi quattro anni ed anche di più. Infatti il declino è iniziato sin dalle comunali di Campobasso dove nella lista di Fratelli D’Italia non si è collocato nessun nome riconducibile all’ex Presidente che si è lavato le mani della questione lasciano l’arduo compito nelle mani del solo Quintino Pallante. Vedasi anche la pessima figura rimediata alle Comunali di Isernia dove FDI ha corso singolarmente ed è stata superata nei consensi finanche dalla lista autonoma dell’Avv. Giovancarmine Mancini. Se non bastasse aggiungiamo anche la sconfitta alle Provinciali di Campobasso ed Isernia. Mi sembra oltremodo eccessivo e masochistico continuare su questa linea per Michele Iorio, anche perchè i danni a livello politico non li provoca soltanto se stesso, ma anche e sopratutto a tutta la compagine di centrodestra che agli occhi dell’elettorato appare litigiosa e disunita, non certo una forza che sia in grado di governare di nuovo la Regione..

Simone Rocco

 

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