

La prevenzione del tumore al seno continua a rappresentare una sfida per il Molise, dove l’adesione ai controlli mammografici resta inferiore alla media nazionale. A preoccupare è soprattutto la partecipazione ai programmi di screening organizzati sul territorio regionale, che coinvolgono meno di quattro donne su dieci nella fascia d’età compresa tra i 50 e i 69 anni.
Il quadro emerge dai dati del sistema di sorveglianza PASSI 2024-2025 dell’Istituto Superiore di Sanità, che fotografano una situazione caratterizzata da una partecipazione ancora insufficiente alle attività di diagnosi precoce.
Nel 2025, in Molise, il 68% delle donne tra i 50 e i 69 anni si è sottoposto a una mammografia a scopo preventivo. Un dato distante nove punti percentuali dalla media italiana, che raggiunge il 77%.
La regione si colloca così nelle ultime posizioni della graduatoria nazionale, davanti soltanto a Sicilia, Campania e Calabria.
A rendere particolarmente significativo il quadro è la differenza tra le donne che partecipano ai programmi di screening organizzati e quelle che scelgono autonomamente di effettuare l’esame.
Soltanto il 38,6% delle donne molisane nella fascia d’età considerata ha aderito ai percorsi di screening promossi a livello regionale. Una percentuale che evidenzia una partecipazione limitata a uno degli strumenti fondamentali della prevenzione oncologica.
Diversa la situazione per le mammografie effettuate su iniziativa spontanea, che interessano il 30,8% delle donne. In questa specifica graduatoria il Molise occupa il quarto posto nazionale, preceduto da Campania, Calabria e Marche.
Il dato suggerisce che una parte significativa della popolazione femminile molisana si attivi autonomamente per sottoporsi ai controlli preventivi, senza ricorrere ai programmi organizzati.
Una distinzione importante, perché la prevenzione non dovrebbe dipendere esclusivamente dall’iniziativa individuale, ma anche dalla capacità del sistema sanitario di favorire una partecipazione diffusa e continuativa.
La mammografia rappresenta uno degli strumenti principali per individuare precocemente eventuali alterazioni del tessuto mammario, consentendo di avviare tempestivamente gli approfondimenti diagnostici e, quando necessario, i trattamenti.
Il divario rispetto alla media nazionale pone quindi l’attenzione sull’importanza di rafforzare la sensibilizzazione, l’informazione e l’accessibilità dei percorsi di screening, soprattutto per raggiungere le donne che non effettuano regolarmente i controlli.
I numeri restituiscono un’immagine del Molise nella quale, nonostante oltre due terzi delle donne nella fascia considerata abbiano effettuato una mammografia preventiva, resta una quota significativa di popolazione che non risulta coinvolta in questa attività di prevenzione.
La questione riguarda non soltanto le percentuali, ma anche la capacità della sanità regionale di promuovere una cultura della diagnosi precoce e garantire opportunità di controllo accessibili a tutte.
Per il Molise, dunque, la sfida è duplice: aumentare il numero complessivo delle donne che si sottopongono alla mammografia e rafforzare l’adesione ai programmi di screening organizzati, riducendo la distanza che ancora separa la regione dal resto del Paese.