

Più risorse economiche rispetto al resto d’Italia, ma un sistema sanitario che continua a mostrare profonde difficoltà nell’assistenza ai cittadini. È il quadro che emerge dai dati del 9° Rapporto GIMBE relativi al Molise, sui quali interviene la UIL Funzione Pubblica regionale, denunciando le conseguenze di una gestione commissariale che, dopo oltre diciassette anni, non avrebbe prodotto i risultati attesi.
Secondo i dati riportati dal sindacato, il Molise registra il finanziamento pro capite più elevato del Fondo sanitario indistinto 2025, pari a 2.319 euro per abitante, a fronte di una media nazionale di 2.218 euro. Una disponibilità economica che, tuttavia, non trova riscontro nella qualità complessiva dell’assistenza sanitaria.
Nel monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) relativo al 2024, infatti, la regione si colloca al ventesimo posto su ventuno, con un punteggio complessivo di 192 su 300. Particolarmente critica la situazione dell’assistenza ospedaliera, che raggiunge appena 60 punti, il valore minimo richiesto e il più basso registrato a livello nazionale.
A preoccupare maggiormente è anche la carenza di personale medico. In Molise si contano 1,35 medici dipendenti ogni mille abitanti, contro una media italiana di 1,84. Si tratta, secondo il rapporto richiamato dalla UIL FP, del dato più basso del Paese. Inoltre, insieme alla Basilicata, il Molise risulta essere l’unica regione nella quale, tra il 2015 e il 2024, si è verificata una riduzione degli organici sanitari.
Una situazione che si ripercuote quotidianamente sulle condizioni di lavoro di medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e personale amministrativo, chiamati a garantire i servizi nonostante turni impegnativi e dotazioni organiche insufficienti.
Per il segretario generale della UIL FP Molise, Emilio Corbo, questi numeri rappresentano la dimostrazione delle criticità strutturali del sistema sanitario regionale. Il problema, secondo il sindacato, non riguarda esclusivamente la quantità di risorse disponibili, ma soprattutto le modalità con cui vengono amministrate e trasformate in servizi per la popolazione.
Le difficoltà emergono anche sul fronte dell’accesso alle cure. Nel 2024, il 10,9% dei cittadini molisani ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria ritenuta necessaria, una percentuale superiore alla media nazionale del 9,9%.
Un altro elemento evidenziato riguarda il peso della sanità privata convenzionata, alla quale viene destinato il 31,1% della spesa pubblica regionale, rispetto al 19,8% registrato mediamente nel resto del Paese.
Il quadro molisano si inserisce in una situazione nazionale altrettanto complessa. Il rapporto richiamato dalla UIL FP segnala 18,8 miliardi di euro di cosiddetti tagli invisibili nell’arco di quattro anni, un divario finanziario previsto di 32,3 miliardi nel triennio 2027-2029 e circa 5,8 milioni di cittadini che hanno rinunciato a visite mediche o accertamenti diagnostici.
Al centro dell’intervento sindacale resta soprattutto il commissariamento della sanità molisana. La regione è sottoposta a Piano di rientro dal 2007 e a gestione commissariale dal luglio 2009, una condizione che, secondo Corbo, non può più essere considerata una soluzione temporanea.
La UIL FP esprime quindi una netta contrarietà a ulteriori proroghe della gestione commissariale, chiedendo alle istituzioni nazionali e regionali di definire un cronoprogramma preciso per il superamento di questo modello amministrativo.
Secondo il sindacato, il contenimento della spesa e gli interventi di risanamento finanziario non si sono tradotti in un miglioramento adeguato dei servizi, mentre cittadini e operatori continuano a sostenere le conseguenze delle carenze organizzative.
Le richieste avanzate dalla UIL FP comprendono un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato, la stabilizzazione dei lavoratori precari, il superamento dei vincoli che limitano il rafforzamento degli organici e una maggiore valorizzazione economica e professionale del personale sanitario.
Particolare attenzione viene riservata anche alla medicina territoriale, soprattutto nelle aree interne del Molise, dove le distanze dai presidi ospedalieri e le difficoltà di accesso alle prestazioni rendono ancora più urgente il potenziamento dell’assistenza di prossimità.
Il sindacato sollecita inoltre l’apertura di un confronto permanente con le rappresentanze dei lavoratori, affinché le decisioni sul futuro della sanità regionale tengano conto delle esigenze di chi opera quotidianamente nelle strutture pubbliche.
Il richiamo conclusivo è all’articolo 32 della Costituzione, che riconosce la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività.
Per la UIL FP Molise, la priorità deve essere quella di restituire ai cittadini un sistema sanitario capace di garantire prestazioni accessibili, personale sufficiente e servizi efficienti, superando una stagione commissariale che, secondo il sindacato, non ha risolto le criticità della sanità regionale.
Un appello rivolto direttamente alla politica, chiamata ora a fornire risposte concrete e tempi certi per evitare che siano ancora una volta i cittadini molisani a pagare il prezzo delle difficoltà del sistema sanitario.