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Nuova sede del Consiglio regionale, mozione urgente sulle criticità della procedura per Contrada Macchie.



Torna al centro del confronto politico la questione della nuova sede del Consiglio regionale del Molise. Cinque consiglieri regionali – Alessandra Salvatore, Angelo Primiani, Vittorino Facciolla, Micaela Fanelli e Roberto Gravina – hanno presentato una mozione urgente con la quale chiedono di verificare le criticità sollevate sulla procedura che ha portato all’individuazione dell’immobile di Contrada Macchie, a Campobasso.

La vicenda prende le mosse dalla ricerca di una soluzione alternativa per gli uffici del Consiglio regionale. Dopo un primo tentativo, nell’ottobre 2025 era stato pubblicato un secondo avviso esplorativo per individuare immobili da destinare a sede istituzionale. Tra i requisiti indicati figuravano la collocazione nel perimetro urbano di Campobasso, adeguati collegamenti, la conformità urbanistica e una serie di certificazioni relative ad agibilità, sicurezza e destinazione d’uso. Il canone indicato nell’avviso non avrebbe dovuto superare i 250mila euro annui, oltre Iva se dovuta.

La procedura si è conclusa nel giugno scorso con l’aggiudicazione e la proposta di individuare quale nuova sede istituzionale l’immobile situato in Contrada Macchie 84.

È proprio su questo passaggio che si concentrano i rilievi riportati nella mozione. Il documento ricorda infatti una diffida trasmessa il 3 agosto da uno dei partecipanti alla procedura, nella quale venivano contestati, tra gli altri aspetti, il possesso dei requisiti richiesti dall’avviso e l’importo economico dell’offerta. Secondo quanto riportato nella mozione, la proposta economica complessiva ammonterebbe a 268mila euro oltre Iva, quindi 18mila euro in più rispetto alla soglia di 250mila euro prevista dall’avviso.

Ulteriori interrogativi vengono posti sul successivo iter amministrativo. Il documento evidenzia che il 21 settembre il Segretario generale ha approvato lo schema del contratto di locazione, prevedendo che la piena efficacia del rapporto e il pagamento del canone fossero legati all’effettiva disponibilità dell’immobile e alla verifica positiva dei requisiti di agibilità, sicurezza, conformità e idoneità all’uso istituzionale. La documentazione tecnica e amministrativa dovrà essere acquisita e verificata prima della consegna.

I firmatari chiedono quindi al presidente della Regione e alla Giunta di verificare le criticità indicate nella diffida e, qualora i rilievi risultassero fondati, di attivarsi per la revoca in autotutela dell’aggiudicazione.

La mozione introduce inoltre un altro elemento nel confronto: il progetto per l’ex Hotel Roxy. Nel documento viene ricordato che per la demolizione e ricostruzione dell’edificio di Piazza Falcone e Borsellino, destinato a ospitare gli uffici regionali, sono stati iscritti in bilancio 35 milioni di euro provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, distribuiti tra il 2026 e il 2028.

Per questo i consiglieri chiedono che ogni ulteriore decisione sul trasferimento tenga conto sia della necessità di mantenere gli uffici nel contesto urbano sia della convenienza economica dell’operazione, valutandola anche rispetto al cronoprogramma previsto per la futura sede nell’area dell’ex Roxy.

La questione della sede del Consiglio regionale approda così nuovamente sul terreno politico e istituzionale, con la richiesta dei firmatari di portare le criticità evidenziate all’attenzione dell’Assemblea e di verificare la correttezza e la convenienza dell’intero percorso prima di procedere definitivamente al trasferimento.

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