

Sul problema dei cinghiali nel capoluogo si apre lo scontro istituzionale tra Comune e Regione. Dopo le accuse arrivate nelle scorse ore dall’amministrazione comunale di Campobasso, interviene l’assessore regionale con delega al Piano venatorio Armandino D’Egidio, che respinge le contestazioni e rivendica le iniziative messe in campo da Palazzo Vitale.
Secondo l’assessore, l’emergenza non riguarda soltanto Campobasso ma interessa ormai numerosi centri del Molise, con conseguenze che vanno ben oltre le incursioni degli animali nelle zone abitate. Il fenomeno coinvolge infatti la sicurezza dei cittadini e della circolazione stradale, ma soprattutto il comparto agricolo, alle prese con coltivazioni danneggiate, raccolti compromessi e aziende costrette a sostenere perdite sempre più pesanti.
È proprio sul caso del capoluogo che D’Egidio concentra però la parte più dura del suo intervento. Pur riconoscendo i limiti esistenti per l’utilizzo di provvedimenti d’urgenza nelle aree urbane, l’assessore sostiene che i Comuni dispongano comunque di strumenti ordinari di prevenzione che, a suo giudizio, a Campobasso non sarebbero stati utilizzati in maniera sufficiente.
Nel mirino finisce anche la gestione della raccolta differenziata, indicata da D’Egidio come uno dei fattori che potrebbe contribuire ad attirare gli animali in città. L’assessore giudica inoltre poco efficaci, rispetto alla situazione attuale, gli interventi finora adottati dall’amministrazione comunale, tra cui il divieto di alimentare la fauna selvatica e le disposizioni relative alla pulizia dei terreni.
Da qui la replica diretta alla sindaca Marialuisa Forte: per D’Egidio il Comune avrebbe potuto adottare ulteriori misure nei mesi scorsi, senza limitarsi a chiamare in causa la Regione.
Sul fronte regionale, l’assessore ricorda invece l’attivazione dei diversi strumenti previsti per contenere la popolazione dei cinghiali: dalla caccia tradizionale alla caccia di selezione, fino al selecontrollo, utilizzabile anche nei contesti più complessi, comprese le aree periurbane, le riserve e le oasi.
Per il 2026 il Piano di caccia di selezione è stato approvato dalla Giunta regionale con la deliberazione numero 140 del 20 giugno e le attività sono partite nel mese di luglio. La Regione è intervenuta anche sulla normativa, anticipando dal 31 marzo al 20 febbraio il termine per la restituzione dei carnieri, in modo da poter disporre prima dei dati necessari alla programmazione e consentire, dal prossimo anno, un avvio più tempestivo del Piano.
L’obiettivo dichiarato è dunque utilizzare contemporaneamente i diversi strumenti disponibili, modulandoli sulla base delle caratteristiche delle singole aree e dell’entità del fenomeno.
D’Egidio chiude lasciando comunque aperta la porta al confronto istituzionale: la Regione, sostiene, è già impegnata sul territorio e sarebbe pronta a valutare eventuali proposte concrete provenienti dal Comune di Campobasso per rafforzare le azioni contro la presenza dei cinghiali.