

CAMPOBASSO. L’avvio dell’aggiornamento del Prua non chiude il confronto sulle concessioni demaniali marittime in Molise. A sostenerlo è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina, che torna sulla questione dopo l’interpellanza con la quale aveva rivolto alla Giunta diciotto quesiti relativi, tra l’altro, ai costi sostenuti, alle attività svolte, agli strumenti messi a disposizione e alle tempistiche previste per Comuni costieri e operatori.
Secondo Gravina, la deliberazione che dà il via al procedimento rappresenta un passaggio necessario, ma non fornisce ancora le risposte richieste.
«L’avvio dell’aggiornamento del Prua era atto dovuto, previsto dalla stessa normativa statale – afferma il consigliere –. Una deliberazione di avvio procedimento non risponde alle domande concrete che avevamo posto: quali elaborati siano stati effettivamente prodotti nei quattro mesi di incarico al Consigliere giuridico, se siano stati validati dagli uffici, quando il Tavolo tecnico sarà operativo e con quali tempi si arriverà alla verifica della disponibilità della risorsa demaniale richiesta dal diritto europeo».
Gravina interviene anche sulla questione dell’incarico affidato al Consigliere giuridico, precisando che la relativa legittimità non sarebbe mai stata contestata nella sua interpellanza. I quesiti, sottolinea, erano invece concentrati sui risultati prodotti dall’incarico, sulla loro effettiva utilità per i Comuni e sui costi complessivi.
Per trasformare le richieste avanzate finora in un atto politico concreto, il consigliere pentastellato annuncia quindi il deposito di una mozione in Consiglio regionale.
Il documento chiederà alla Giunta di istituire, entro quindici giorni, un Tavolo tecnico regionale permanente nell’ambito del percorso di aggiornamento del Prua.
La proposta avanzata da Gravina prevede la partecipazione dei Comuni costieri, delle Capitanerie di Porto, dell’Agenzia del Demanio, dell’Università e delle associazioni di categoria. Al Tavolo verrebbe affidato il compito di predisporre, entro novanta giorni, una relazione sullo stato del litorale molisano, individuando concessioni vigenti, aree libere e superfici concedibili.
La mozione richiama, in particolare, l’ordinanza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 10 luglio scorso, causa C-574/25, indicata da Gravina come riferimento per la necessità di accertare, attraverso criteri oggettivi e trasparenti, l’effettiva scarsità della risorsa demaniale prima dell’avvio delle procedure comparative.
Un passaggio che, secondo il consigliere regionale, avrebbe conseguenze concrete soprattutto per gli operatori balneari.
«Per gli operatori significa una cosa semplice – sostiene Gravina – sapere fin da subito se e dove la risorsa è davvero scarsa, e quindi capire su quali tratti di costa si aprirà una procedura comparativa e su quali no».
L’obiettivo dichiarato è evitare che l’incertezza normativa e amministrativa ricada sulle attività economiche che hanno già effettuato investimenti e, contemporaneamente, fornire ai Comuni strumenti omogenei per affrontare procedure particolarmente delicate.
Proprio per le amministrazioni costiere, la mozione prevede anche la definizione di un cronoprogramma vincolante, oltre all’impegno della Giunta regionale a riferire in Consiglio ogni sessanta giorni e a fornire aggiornamenti mensili fino alla conclusione dei lavori del Tavolo.
Secondo Gravina, schemi di bando, criteri di valutazione e indirizzi uniformi definiti a livello regionale consentirebbero agli uffici comunali di operare con maggiore certezza, riducendo anche l’esposizione al rischio di ricorsi e contenziosi.
«Non ci interessano le polemiche, ma le risposte – conclude il consigliere regionale –. Chiediamo che il percorso avviato con il Prua proceda con atti verificabili e tempi certi, perché è quello che serve davvero a Comuni e operatori del litorale molisano».