

Giovanni Muccio coordinatore del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione della Lega Molise ha rivolto un appello al Consiglio regionale affinché venga approvato un Ordine del Giorno con cui invitare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a valutare la concessione della grazia a Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva per l’omicidio di due rapinatori e il tentato omicidio di un terzo dopo la rapina avvenuta nella sua attività il 28 aprile 2021.
Nella nota, il Dipartimento si rivolge al presidente del Consiglio regionale, al presidente della Giunta, agli assessori e a tutti i consiglieri regionali, chiedendo una presa di posizione istituzionale che, nel rispetto delle prerogative del Capo dello Stato, sostenga la richiesta di clemenza.
Secondo la Lega Molise, la domanda non intende mettere in discussione il lavoro della magistratura né le decisioni assunte nei tre gradi di giudizio, ma richiama l’istituto della grazia previsto dall’articolo 87 della Costituzione, considerandolo uno strumento di carattere umanitario che il Presidente della Repubblica può esercitare nei casi ritenuti meritevoli.
Nel comunicato viene ripercorsa la vicenda di Mario Roggero, oggi 72enne, descritto come un uomo che ha dedicato la propria vita al lavoro e alla famiglia e che il 28 aprile 2021 si trovò ad affrontare una rapina nella gioielleria di famiglia, mentre all’interno erano presenti anche la moglie e la figlia.
La Lega evidenzia che, dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione, Roggero rischia di trascorrere in carcere gli ultimi anni della propria vita. Per questo motivo, il Dipartimento ritiene che la sua situazione personale meriti una valutazione sotto il profilo umanitario.
L’appello si conclude con l’invito a tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale a sostenere l’Ordine del Giorno, al di là delle appartenenze partitiche, affinché il Consiglio regionale del Molise possa trasmettere al Presidente della Repubblica una richiesta istituzionale di valutazione della concessione della grazia. Secondo i promotori, si tratterebbe di un gesto rispettoso delle competenze costituzionali del Capo dello Stato e ispirato ai principi di umanità previsti dall’ordinamento italiano.