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Sanità molisana, 24 Comuni portano il Pos davanti al Tar: doppio ricorso contro il piano 2026-2028.



Si allarga il fronte dei sindaci contrari al Programma Operativo Sanitario 2026-2028 della Regione Molise. Sono infatti 24 i Comuni che hanno deciso di impugnare davanti al Tribunale Amministrativo Regionale gli atti che disciplinano il riordino della sanità molisana, contestando alcune delle scelte ritenute più penalizzanti per i territori periferici e montani.

Le amministrazioni locali hanno presentato due distinti ricorsi. Il primo è stato promosso da tredici Comuni delle aree interne, assistiti dall’avvocato Salvatore Di Pardo. Il secondo coinvolge undici amministratori locali, rappresentati dall’avvocato Katia Palladino.

Nel mirino dei ricorrenti finiscono i Decreti del Commissario ad acta n. 62, 63 e 64 del 2026 e la delibera Asrem n. 891/2026, con la quale è stato recepito il nuovo Programma Operativo Sanitario. L’obiettivo dichiarato è ottenere l’annullamento delle disposizioni considerate lesive per i rispettivi territori e riaprire il confronto sulla programmazione sanitaria regionale.

Secondo i sindaci, le scelte contenute nel piano non terrebbero adeguatamente conto delle caratteristiche del Molise, una regione caratterizzata da aree interne, collegamenti difficili e un’elevata percentuale di popolazione anziana. Da qui la richiesta di una sanità più vicina ai cittadini e meno concentrata nei principali centri urbani.

Tra i punti maggiormente contestati figurano la riconversione dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone, la prevista disattivazione dell’Emodinamica dell’ospedale San Timoteo di Termoli, la chiusura del punto nascita di Isernia, la centralizzazione di diversi servizi presso il Cardarelli di Campobasso e la riduzione dei presidi di continuità assistenziale sul territorio.

Gli amministratori sottolineano inoltre la necessità di un maggiore coinvolgimento dei Comuni nelle decisioni che riguardano l’organizzazione sanitaria regionale, evidenziando come le amministrazioni locali rappresentino il primo punto di contatto con le esigenze delle comunità.

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