

CAMPOBASSO – Nuova presa di posizione del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani sul tema della carenza di personale sanitario negli ospedali molisani. Il portavoce pentastellato ha reso noto di aver inviato una nota formale al direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo, e, per conoscenza, all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) e alla Procura regionale della Corte dei Conti, chiedendo chiarimenti su alcune recenti procedure di assunzione.
Al centro della richiesta di approfondimento c’è il caso dell’ospedale Veneziale di Isernia. Secondo quanto riferito da Primiani, l’Asrem aveva individuato la necessità di reclutare un dirigente medico specializzato in chirurgia video-laparoscopica e robotica addominale per rafforzare i servizi del presidio pentro e contribuire a ridurre la mobilità passiva dei pazienti verso altre regioni.
Dopo un primo avviso interno andato deserto, l’azienda sanitaria avrebbe avviato una procedura pubblica per incarichi a tempo determinato. Tuttavia, il professionista successivamente individuato non sarebbe stato assegnato all’ospedale di Isernia, ma destinato ad altra struttura sanitaria.
Una circostanza sulla quale il consigliere regionale chiede spiegazioni. Primiani evidenzia come il Veneziale continui a fare i conti con significative difficoltà organizzative e con una persistente carenza di specialisti in diversi reparti, tra cui la cardiologia, dove da tempo si segnala la necessità di garantire una copertura continuativa del servizio.
Nella nota inviata agli enti competenti, il rappresentante del M5S ha inoltre richiesto chiarimenti sulla situazione dell’Unità operativa di chirurgia epato-bilio-pancreatica dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, alla luce delle dimissioni del professor Rocca. L’obiettivo, spiega, è comprendere i criteri adottati nella gestione delle figure professionali e nell’organizzazione delle strutture complesse.
Primiani sottolinea la necessità di una programmazione coerente delle assunzioni e dell’impiego del personale sanitario, affinché le procedure avviate rispondano effettivamente alle esigenze dei singoli presidi ospedalieri e contribuiscano a rafforzare l’offerta sanitaria regionale.
La vicenda è ora all’attenzione dell’Asrem, chiamata a fornire i chiarimenti richiesti.