

Importante svolta nella vicenda dell’ospedale Caracciolo di Agnone. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Molise ha accolto la richiesta di misura cautelare presentata dal Comune di Agnone contro la riconversione della struttura sanitaria prevista dal Piano Operativo Sanitario, disponendo la sospensione dell’efficacia dei provvedimenti contestati fino alla discussione collegiale fissata per il prossimo 15 luglio.
La decisione è contenuta in un decreto del presidente della Prima Sezione del Tar Molise, intervenuto dopo il deposito del ricorso promosso dall’amministrazione comunale altomolisana.
A darne notizia è stato il sindaco di Agnone e presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia, che ha accolto con soddisfazione il provvedimento.
«Si tratta di un primo risultato incoraggiante, che voglio dedicare a tutte le persone che l’hanno sostenuto», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come la decisione rappresenti un segnale importante nella battaglia istituzionale intrapresa per difendere il presidio ospedaliero dell’Alto Molise.
Secondo Saia, l’auspicio è che il pronunciamento del Tar possa favorire un confronto tra tutte le istituzioni coinvolte, aprendo la strada a ulteriori approfondimenti sul futuro dell’ospedale.
«L’obiettivo – ha aggiunto – è superare il disegno di riconversione, che per noi resta inaccettabile, e trovare reali soluzioni alle attuali debolezze».
La vicenda del Caracciolo è diventata negli ultimi mesi uno dei temi più delicati del dibattito sanitario molisano. Il Piano Operativo Sanitario 2026-2028 prevede infatti una profonda riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, con interventi che hanno suscitato forti contestazioni da parte delle amministrazioni locali, dei comitati civici e di numerosi cittadini dell’area interna.
La sospensione concessa dal Tar non rappresenta ancora una decisione definitiva nel merito del ricorso, ma congela temporaneamente gli effetti della riconversione, mantenendo invariata la situazione fino all’udienza collegiale del 15 luglio, quando i giudici amministrativi saranno chiamati a valutare più approfonditamente la questione.
Per Agnone e per l’intero territorio altomolisano si tratta comunque di un passaggio significativo in una battaglia che continua a tenere alta l’attenzione sul futuro dei servizi sanitari nelle aree interne del Molise.