

Nuova operazione della Guardia di Finanza contro il commercio di prodotti contraffatti. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Isernia hanno concluso un’articolata attività investigativa che ha portato alla denuncia di un imprenditore di nazionalità cinese e al sequestro di migliaia di articoli irregolari, oltre a un ingente quantitativo di materiale pirotecnico detenuto illegalmente.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, ha preso avvio da alcuni sequestri di merce contraffatta effettuati nella provincia di Isernia. Attraverso successivi approfondimenti investigativi, i finanzieri del Gruppo di Isernia sono riusciti a ricostruire la filiera di approvvigionamento della merce, individuando due depositi e punti vendita situati nella provincia di Caserta.
Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, nel novembre dello scorso anno sono state eseguite perquisizioni all’interno degli esercizi commerciali, attivi nella vendita all’ingrosso e al dettaglio di prodotti per la casa, elettronica, abbigliamento e cancelleria.
Durante i controlli, i militari hanno sequestrato 7.582 prodotti risultati non conformi alle normative che tutelano marchi, brevetti, modelli e disegni industriali. Tra gli articoli contestati figurano anche prodotti recanti il marchio europeo “CE” contraffatto, elemento particolarmente rilevante sotto il profilo della sicurezza dei consumatori.
Nel corso delle operazioni è stata inoltre rinvenuta oltre mezza tonnellata di materiale pirotecnico detenuto senza le necessarie autorizzazioni e destinato, secondo quanto emerso dagli accertamenti, alla vendita durante il periodo delle festività natalizie e di fine anno. Anche questo materiale è stato sottoposto a sequestro.
Le successive perizie tecniche e gli approfondimenti investigativi hanno consentito agli inquirenti di delineare un quadro indiziario che ha portato alla denuncia dell’imprenditore per i reati legati alla contraffazione e al commercio abusivo di materiale esplodente.
La Guardia di Finanza sottolinea come il contrasto alla contraffazione rappresenti una priorità per la tutela dell’economia legale, poiché il fenomeno alimenta evasione fiscale, lavoro sommerso e riciclaggio, oltre a esporre i consumatori a potenziali rischi per la salute e la sicurezza.
Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e l’eventuale responsabilità dell’indagato potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva.