Due interventi di salvataggio sul litorale nord di Termoli: bagnanti soccorsi dai bagnini.
Giugno 2, 2026
Allerta meteo in Molise: criticità gialla per temporali, vento e rischio idrogeologico nella giornata del 3 giugno.
Giugno 3, 2026

Al Cardarelli eseguita la prima cistectomia radicale robotica del Molise: intervento riuscito su un paziente ad alto rischio.



Un risultato importante per la sanità molisana e per l’urologia del Cardarelli di Campobasso. Per la prima volta in Molise è stata eseguita una cistectomia radicale robotica con ileocutaneostomia, un intervento complesso che prevede l’asportazione totale della vescica colpita da tumore infiltrante e la successiva realizzazione di una deviazione urinaria esterna tramite un tratto di intestino.

Il paziente, un uomo molisano di 70 anni, era affetto da una grave neoplasia vescicale e presentava un quadro clinico particolarmente delicato, aggravato da importanti patologie cardiache che lo rendevano ad altissimo rischio operatorio.

L’intervento è stato eseguito dal professor Vincenzo Altieri, punto di riferimento della chirurgia urologica, con il supporto del robot chirurgico in dotazione al nosocomio campobassano. Una tecnologia che ha consentito di operare con estrema precisione, riducendo perdite di sangue, stress chirurgico e tempi di recupero.

L’operazione è perfettamente riuscita e il paziente si trova attualmente in ottime condizioni.

Fondamentale il lavoro dell’intera équipe del Cardarelli, che ha visto collaborare urologi, anestesisti, infermieri di sala e personale di reparto nella gestione di un caso ad alta complessità.

«Questo intervento rappresenta una pietra miliare per l’urologia e per l’intera sanità del Molise – ha dichiarato il professor Altieri –. Siamo riusciti a trattare con successo un tumore infiltrante e aggressivo su un paziente che, a causa delle gravi condizioni cardiache, avrebbe corso rischi altissimi con la chirurgia tradizionale. Il robot ci ha dato gli occhi e la precisione necessari, ma il vero motore di questo successo è stato il lavoro di équipe».

Il professor Altieri ha poi sottolineato il valore umano del risultato: «Sapere che un molisano ha potuto ricevere cure di primissimo livello a casa sua, senza il trauma di un trasferimento fuori regione, è la nostra soddisfazione più grande. Il Cardarelli dimostra di essere pronto per l’alta chirurgia».

Con questo intervento, Campobasso entra nella rete dei centri in grado di offrire prestazioni avanzate nell’ambito dell’oncologia urologica, segnando un passo significativo per la sanità pubblica molisana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *