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Sanità, Roberti sfida il piano operativo: “Pronti al ricorso contro chiusure e tagli negli ospedali molisani”.



La sanità molisana torna al centro dello scontro politico e questa volta il presidente della Regione Francesco Roberti sceglie la linea dura. Durante il Consiglio regionale di oggi, lunedì 18 maggio, il governatore ha contestato apertamente alcune delle misure contenute nel nuovo piano operativo sanitario, mettendo nel mirino soprattutto la prevista chiusura di reparti negli ospedali di Isernia e Termoli e la trasformazione del presidio di Agnone.

Roberti ha spiegato che la Regione ha già trasmesso osservazioni ufficiali ai commissari straordinari incaricati del piano e che le proposte saranno ora esaminate dal tavolo tecnico ministeriale. Ma il messaggio politico è chiaro: se le richieste del Molise non verranno accolte, l’amministrazione regionale è pronta a portare la questione davanti alla giustizia amministrativa insieme ai sindaci dei territori interessati.

Il governatore contesta in particolare la sostenibilità delle misure previste dal documento sanitario, sostenendo che alcune scelte rischierebbero di produrre un effetto opposto rispetto agli obiettivi di risanamento economico. Secondo Roberti, la riduzione di alcuni servizi ospedalieri potrebbe infatti aumentare ulteriormente il disavanzo sanitario regionale anziché contenerlo. Una posizione che, a suo dire, sarebbe supportata anche dai dati tecnici inseriti nelle osservazioni inviate alla struttura commissariale.

Nel suo intervento, il presidente della Regione ha attaccato anche il Partito democratico, accusandolo di avere assunto posizioni contraddittorie sulla sanità molisana e sul tema delle risorse economiche destinate alla Regione. Roberti ha rivendicato il lavoro svolto dalla maggioranza parlamentare per ottenere i 18 milioni destinati al Molise, sostenendo che il percorso dell’emendamento sarebbe andato avanti nonostante le resistenze dell’opposizione.

Il governatore ha poi richiamato il proprio passato da sindaco di Termoli, ricordando le battaglie contro il ridimensionamento dei servizi sanitari sul territorio e facendo riferimento anche alle conseguenze prodotte negli anni dalla riorganizzazione prevista dal decreto ministeriale 70 sugli ospedali molisani.

Altro elemento centrale della contestazione riguarda la base statistica utilizzata per costruire il nuovo piano operativo. Secondo Roberti, il documento sarebbe fondato su dati risalenti al 2023 e al 2024, considerati ormai superati rispetto all’evoluzione più recente del sistema sanitario regionale. Il presidente sostiene infatti che tra il 2025 e il 2026 il Molise avrebbe registrato segnali di miglioramento, soprattutto sul fronte della mobilità sanitaria e della capacità di trattenere pazienti negli ospedali regionali.

Per questo motivo, la Regione ritiene che la riorganizzazione della rete ospedaliera debba essere costruita partendo da numeri più aggiornati e aderenti alla situazione attuale, evitando valutazioni basate su una fase ancora fortemente influenzata dagli effetti post-pandemia, dalla carenza di personale medico e dalle difficoltà strutturali accumulate negli anni precedenti.

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