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Auditorium, Fraracci replica a Di Tullio: “Mai svilito il Conservatorio, polemica deformata”.



Nuovo capitolo della polemica sull’intitolazione dell’Auditorium comunale di Campobasso a don Nicola Vitone. Dopo le dichiarazioni del maestro Lelio Di Tullio rilasciate a OP Molise, arriva la replica dell’assore alla Cultura Adele Fraracci, che respinge con decisione le accuse di aver sminuito il Conservatorio e il suo ruolo culturale.

L’assessore chiarisce innanzitutto che il suo precedente intervento social non era rivolto all’istituzione musicale cittadina, ma esclusivamente al clima polemico nato dopo la decisione della commissione consiliare per la toponomastica di individuare il nome di don Nicola Vitone per l’intitolazione dell’Auditorium.

Secondo Fraracci, il dibattito avrebbe assunto toni “svilenti”, andando a colpire sia la stessa istituzione comunale sia la memoria di don Nicola Vitone. L’assessore sostiene infatti che le critiche abbiano finito per mettere in discussione la legittimità della scelta compiuta dalla commissione e, allo stesso tempo, il valore della figura di Vitone, ritenuto da alcuni meno meritevole rispetto ad altri musicisti o addirittura “inappropriato” perché non campobassano.

Nel suo intervento, Fraracci afferma di aver preso atto delle parole del maestro Di Tullio nell’intervista pubblicata da OP Molise, sostenendo però che le sue dichiarazioni sarebbero state interpretate in maniera errata. L’assessore contesta in particolare il fatto che le sia stato attribuito un attacco al Conservatorio, ribadendo che il suo pensiero non era rivolto né all’istituzione né ai docenti che vi lavorano.

Una ricostruzione che definisce “inaccettabile”, tornando a parlare di una polemica che avrebbe deformato il senso delle sue parole e alterato la realtà dei fatti.

Fraracci rivendica inoltre il rapporto di collaborazione esistente tra l’amministrazione comunale e il Conservatorio, sottolineando il “prestigio” e il ruolo culturale svolto dall’istituzione musicale sul territorio. L’assessore conclude distinguendo tra “pensiero critico” e “polemica”, sostenendo che il primo presupponga ascolto e capacità di comprensione, mentre la seconda finisca per travisare le dichiarazioni e alimentare scontri pubblici.

Di seguito la nota completa della Prof.ssa Fraracci:

Posso sicuramente dire che nel mio post non mi sono mai riferita al conservatorio, bensì alla polemica che è esplosa attraverso il sig. Mascia dopo che la commissione consiliare, preposta alla toponomastica, ha individuato il nome di don Nicola Vitone per intitolare l’Auditorium . La polemica l’ho letta così come l’ho scritta sul post: svilente. Di fatto essa svilisce: 1) la Istituzione comunale, a cui evidentemente non si porta il dovuto rispetto quale organo democratico, che attraverso la commissione consiliare preposta, ha lavorato alla scelta del nome;
2) la memoria di don Nicola Vitone stesso, di fatto giudicato meno performante e meritevole di altri musicisti e finanche c’è chi ha ritenuto il suo nome inappropriato perché non campobassano.
Dopo aver non solo letto su mio post ma anche ascoltato il maestro Di Tullio su OP , invitata a fare una replica dico semplicemente quanto segue: prendo atto del fatto che non solo il maestro Di Tullio ha mal interpretato le mie parole, cosa che su post gli ho fatto del resto illo tempore notare, ma quanto che su giornale e nell’intervista ha continuato a sostenere che io, in qualità di assessore alla cultura, abbia svilito l’importanza e il valore del conservatorio, a cui, val la pena ripeterlo, non avevo minimamente rivolto il mio post e il mio breve pensiero. Trovo ció inaccettabile! Non posso che ribadire a maggior ragione svilente, dunque, tutta questa polemica e mi piace chiudere così: una cosa è il pensiero critico, che sa recepire la logica delle parole espresse nel segno dell’ascolto, della capacità di leggere e della urbanità, altra cosa è appunto la polemica, che deforma le parole, in questo caso le mie, e con esse la realtà. Superfluo aggiungere, ma a questo punto meglio sottolinearlo, che in qualità di assessora alla cultura ho con il conservatorio come Istituzione e con tanti maestri che in esso lavorano un raccordo pieno e una collaborazione fattiva, nella consapevolezza del prestigio e del dovizioso ruolo che indubitabilmente ha e svolge.

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