

Non bastavano i danni provocati dall’alluvione e dalle frane a mettere in difficoltà le aziende zootecniche molisane. Ora, a preoccupare gli allevatori, arriva anche la possibile riduzione del prezzo del latte alla stalla.
A denunciarlo è Coldiretti Molise, dopo le segnalazioni arrivate da diversi produttori iscritti all’associazione. Al centro della vicenda ci sarebbe una comunicazione diffusa da un’industria casearia operante in Molise, nella quale viene prospettata una diminuzione del prezzo riconosciuto agli allevatori.
Secondo Coldiretti, il riferimento contenuto nella nota al bollettino “Latte alla Stalla” e all’accordo raggiunto al Ministero dell’Agricoltura con le principali associazioni di categoria non sarebbe corretto per il territorio molisano. Quell’intesa, infatti, riguarda gli allevamenti della Lombardia e non può essere automaticamente trasferita alla realtà del Molise.
Il presidente di Coldiretti Molise, Claudio Papa, sottolinea come il latte prodotto al Nord sia storicamente quotato a prezzi più bassi rispetto a quello del Centro-Sud, anche per ragioni logistiche, produttive e commerciali. In Molise, spiega l’associazione, pesano maggiormente i costi di trasporto, la viabilità più complessa e la distanza dalle aziende fornitrici di mangimi, foraggi e materiali necessari alle attività agricole.
Per Coldiretti, quindi, nelle regioni centro-meridionali il prezzo del latte dovrebbe essere più alto rispetto a quello lombardo, tenendo conto anche del valore aggiunto rappresentato dalla produzione locale. L’associazione richiama inoltre l’esempio della Puglia, dove sarebbe stato recentemente definito un accordo da 51 centesimi al litro, quattro centesimi in più rispetto al riferimento indicato nella comunicazione contestata.
Coldiretti Molise richiama anche il Decreto Legislativo 198 del 2021 sulle pratiche sleali nella filiera agroalimentare, ricordando l’obbligo del contratto scritto prima della consegna dei prodotti, con indicazione di durata, quantità, caratteristiche, prezzo, modalità e tempi di consegna e pagamento.
Per questo l’associazione ha inviato una nota all’assessore regionale all’Agricoltura, Salvatore Micone, chiedendo la convocazione urgente di un confronto con gli industriali della trasformazione. L’obiettivo è chiarire che il prezzo di riferimento di 47 centesimi al litro, legato al mercato del Nord Italia, non può essere applicato automaticamente al Molise.
“Difendere il latte del Molise – conclude Papa – significa difendere reddito, lavoro, qualità e presidio del territorio. È impensabile dover continuare a pretendere dalle risorse agricole, CSR in primis, senza restituire nulla all’agricoltura”.