Pestaggio ad Isernia, vertice in Prefettura: identificati tre minori, scattano controlli straordinari.
Aprile 30, 2026
Oltre lo stigma, dentro la squadra: a Campobasso il calcio a 5 diventa inclusione reale.
Aprile 30, 2026

Sanità Molise, Castrataro dalla tenda: “Ospedali smantellati, basta silenzi”.



ISERNIA – “Il punto nascita chiuso, reparti smantellati, ospedali declassati: il nuovo Piano Operativo è un fallimento su tutta la linea”. Non usa mezzi termini il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, che interviene con parole durissime sugli sviluppi della sanità molisana dopo l’adozione del nuovo Programma operativo da parte della struttura commissariale.

Un affondo politico che arriva in un momento cruciale, con il sistema sanitario regionale al centro di una riorganizzazione che, secondo il primo cittadino, sta producendo effetti pesanti soprattutto sui territori più fragili. Nel mirino, in particolare, la situazione dell’ospedale di Isernia, simbolo – secondo Castrataro – di una progressiva perdita di servizi e funzioni.

“È una firma sotto lo smantellamento della sanità pubblica molisana”, attacca il sindaco, denunciando una linea che, a suo dire, non tiene conto delle esigenze reali delle comunità locali e rischia di compromettere il diritto alla salute, soprattutto nelle aree interne.

Parole pronunciate in un contesto di protesta, che rendono ancora più forte il messaggio politico: “Dal silenzio di questa tenda grido la rabbia di un territorio che non vuole morire”. Un’immagine che richiama la mobilitazione in atto e il clima di tensione crescente attorno alle scelte sulla sanità.

La posizione del sindaco si inserisce in un fronte sempre più ampio di contestazione al nuovo Piano Operativo, che ridefinisce l’assetto della rete ospedaliera e territoriale in Molise. Tra i punti più critici segnalati dagli amministratori locali e dalle opposizioni, la chiusura di servizi ritenuti essenziali e il ridimensionamento di presidi ospedalieri considerati strategici.

Sul piano politico, le dichiarazioni di Castrataro rappresentano un ulteriore segnale di frattura tra territori e governance sanitaria. E mentre da più parti si chiede una revisione delle scelte adottate, il rischio è che lo scontro si sposti sempre più su un piano istituzionale, con possibili iniziative formali contro i provvedimenti adottati.

Intanto, dai territori arriva un messaggio chiaro: la partita sulla sanità molisana è tutt’altro che chiusa. E la mobilitazione, anche simbolica, promette di continuare.

1 Comment

  1. Clementina Porzio ha detto:

    Roberti fin’ora è stato complice,la bomba gli sta scoppiando fra le mani e cerca di rifilarla al governo.Il governo c’è,tramite i commissari,e alimenta il debito alle stelle tagliando i servizi a vantaggio della sanità privata.Il debito di risanerebbe imponendo ai privati di fare affari con le proprie risorse non con quelle destinate ai diritti alle cure dei cittadini.Ditele queste cose e vedrete che le persone vi apprezzeranno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *