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Pestaggio ad Isernia, vertice in Prefettura: identificati tre minori, scattano controlli straordinari.



ISERNIA – La sicurezza torna al centro del dibattito dopo la violenta aggressione avvenuta nei giorni scorsi nei pressi del Bar Centrale, ai danni di un cittadino di nazionalità pakistana. Un episodio che ha scosso la comunità e acceso i riflettori sulla gestione dell’ordine pubblico nel capoluogo pentro.

Proprio per affrontare la situazione, nella giornata di oggi si è riunito in Prefettura il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto da Giuseppe Montella, alla presenza delle Forze dell’Ordine e del sindaco di Isernia, Piero Castrataro.

Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sull’episodio e sulle attività investigative già avviate, che hanno consentito di identificare tre minorenni ritenuti coinvolti nell’aggressione. Un dato che aggiunge ulteriore preoccupazione, considerando la giovane età dei presunti responsabili.

Sul piano operativo, il Comitato ha disposto un rafforzamento immediato dei controlli, con servizi straordinari delle Forze dell’Ordine nel centro storico, soprattutto nei fine settimana, e un potenziamento del sistema di videosorveglianza cittadina, ritenuto uno strumento fondamentale sia per la prevenzione che per l’accertamento dei reati.

Ma dal vertice è emersa anche una linea più ampia, che va oltre la sola risposta repressiva. Il prefetto Montella ha infatti sottolineato la necessità di un’azione integrata, capace di coinvolgere istituzioni, territorio e realtà sociali: “Non possiamo agire solo sulla repressione, ma dobbiamo lavorare insieme per comprendere le cause del disagio ed evitare che episodi simili si ripetano”.

Un passaggio che apre a una riflessione più profonda sul contesto sociale, soprattutto in relazione ai fenomeni di devianza giovanile che iniziano a manifestarsi anche in realtà come quella molisana.

L’episodio del Bar Centrale, dunque, non resta un fatto isolato ma diventa un campanello d’allarme. E ora la risposta delle istituzioni si muove su un doppio binario: più controlli sul territorio e, allo stesso tempo, un lavoro di prevenzione per evitare che la spirale della violenza possa ripetersi.

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