

Il Campobasso torna a respirare l’aria delle grandi occasioni. Dopo la vittoria per 1-0 sul campo del Perugia Calcio allo stadio Renato Curi, i rossoblù hanno blindato il quarto posto e conquistato l’accesso ai playoff di Serie C, riportando entusiasmo e orgoglio in una piazza che da troppo tempo attendeva un traguardo di questo livello.
Un risultato che va oltre la semplice qualificazione e che restituisce al club una dimensione competitiva che mancava da quasi quarant’anni. Campobasso torna a contare, non solo in classifica ma anche nella percezione generale di un movimento calcistico che negli ultimi anni aveva smarrito riferimenti e ambizioni.
In questo contesto si inserisce il ritorno in città del presidente Matt Rizzetta, atteso per la sfida contro l’Ascoli Calcio 1898 FC in programma il prossimo 26 aprile all’Stadio Nuovo Romagnoli. Un ritorno non solo simbolico, ma carico di significato in un momento che rappresenta uno snodo fondamentale della stagione.
“Quello che abbiamo costruito insieme è già storia, ma ora vogliamo viverne ogni singola pagina. Voglio respirare l’entusiasmo della nostra gente, il vero patrimonio di questo club. Sono qui per onorare il lavoro dei ragazzi e per ringraziare una tifoseria che non ha mai smesso di crederci. Siamo tornati dove la storia ci appartiene e resterò qui, al fianco di Campobasso, finché l’ultima battaglia non sarà conclusa”, ha dichiarato il presidente.
Parole che rafforzano un legame ormai evidente tra proprietà, squadra e tifoseria, con una Curva Nord tornata protagonista e capace di trascinare la squadra nei momenti decisivi della stagione. Un elemento che, in una fase come quella dei playoff, può fare la differenza quanto e forse più degli aspetti tecnici.
Durante la permanenza in Italia, Rizzetta sarà impegnato anche in una serie di incontri istituzionali, appuntamenti con la stampa ed eventi dedicati ai tifosi. Tra questi, spicca l’arrivo in città della produzione editoriale di Destination Calcio, format digitale che punta a raccontare il calcio italiano attraverso storie, identità e territori.
La troupe seguirà da vicino la giornata della sfida contro l’Ascoli, entrando nel cuore dell’evento accanto al presidente fino al terreno di gioco. Non solo la partita, ma l’intero contesto cittadino diventerà parte del racconto: dalla passione della Curva Nord ai luoghi simbolo, fino alle tradizioni locali, in un’operazione che mira a proiettare Campobasso e il suo club su una dimensione internazionale.
È un passaggio che segna una discontinuità rispetto al recente passato. Non si tratta più soltanto di inseguire risultati sportivi, ma di costruire un’identità riconoscibile, capace di attrarre attenzione e generare valore anche fuori dal campo.
Il quarto posto conquistato rappresenta un punto di partenza e non di arrivo. I playoff saranno un banco di prova complesso, ma anche l’occasione per misurare la reale maturità di una squadra che ha già dimostrato di saper reggere la pressione e colpire nei momenti chiave.
Campobasso, oggi, non è più una sorpresa. È una realtà che si è ripresa il proprio spazio.
La storia, adesso, non si racconta più. Si gioca.