Il Molise piange Vincenzo Glave: addio all’amico sincero, all’imprenditore e all’uomo delle istituzioni.
Aprile 11, 2026
Trasporti Molise nel caos: l’urlo dei sindacati contro il silenzio della Regione, “situazione gravissima”.
Aprile 11, 2026

Giallo di Pietracatella: “Mio cognato e mia nipote sono innocenti”, lo sfogo del fratello di Antonella, tra veleni e sospetti.



Il mistero che avvolge la tragica scomparsa di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara De Vita, decedute a fine dicembre presso l’ospedale Cardarelli di Campobasso, si arricchisce di una testimonianza carica di dolore e fermezza rilasciata ai microfoni di Quarto Grado. Il fratello di Antonella ha deciso di rompere il silenzio per difendere l’onore della propria famiglia, respingendo con decisione l’ombra del sospetto che le indagini per duplice omicidio premeditato sembrano proiettare sulla cerchia ristretta delle vittime. Ricordando con amarezza l’ultimo incontro avvenuto durante la cena della Vigilia di Natale, l’uomo descrive un clima assolutamente sereno e privo di segnali premonitori, sottolineando come sua sorella apparisse tranquilla e lontana da qualsiasi turbamento. La vicenda, che ruota attorno all’inquietante ipotesi di un avvelenamento da ricina, vede attualmente la Procura di Larino impegnata a decifrare come una sostanza così letale sia potuta entrare in contatto con le due donne. A tal proposito, il testimone ha ammesso la sua totale estraneità e ignoranza riguardo alla pericolosità della pianta, associando il nome della sostanza solo al comune uso dell’olio di ricino e dichiarandosi incredulo di fronte a una simile eventualità. Il punto focale della sua dichiarazione resta però la ferma opposizione alla cosiddetta “pista familiare”: per lo zio di Sara, l’idea che il cognato o l’altra nipote possano essere coinvolti è inconcepibile, definendoli persone incapaci di compiere un gesto tanto atroce. Nonostante il fascicolo della Squadra Mobile di Campobasso resti attualmente aperto contro ignoti e non vi siano ancora nomi iscritti nel registro degli indagati, il clima a Pietracatella resta teso, sospeso tra il desiderio di verità di una famiglia distrutta e il lavoro incessante degli inquirenti per dare un volto al responsabile di questo duplice delitto.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *