

L’ondata di maltempo eccezionale che ha colpito il Molise negli ultimi giorni ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione, spingendo le istituzioni regionali a richiedere ufficialmente lo stato di emergenza nazionale. Le piogge torrenziali e le abbondanti nevicate nelle zone interne hanno causato il crollo di infrastrutture cruciali, tra cui diversi ponti, e hanno innescato una serie di frane che hanno isolato interi centri abitati. Particolarmente critica è la situazione nel Basso Molise e lungo la costa, dove l’esondazione di fiumi e torrenti ha sommerso aree industriali, come quella di Termoli, costringendo all’evacuazione di fabbriche e persino della caserma dei Vigili del Fuoco. La viabilità regionale è attualmente in ginocchio: arterie stradali principali e collegamenti ferroviari sono interrotti, rendendo difficili i soccorsi e gli spostamenti. Mentre la Protezione Civile continua a monitorare costantemente i livelli della diga del Liscione e dei corsi d’acqua, la Regione ha avviato la ricognizione dei danni, stimati in decine di milioni di euro, per fornire supporto immediato alle comunità colpite e avviare la ricostruzione di un territorio profondamente ferito.