

Dopo lo stop interno contro l’Arezzo, il Campobasso ritrova immediatamente la bussola e conquista tre punti d’oro nella tana della Sambenedettese. Davanti a una cornice di pubblico imponente, con circa 1200 tifosi molisani al seguito, gli uomini di Zauri si impongono per 1-0, confermandosi nelle zone alte della classifica e lasciando ai padroni di casa il rammarico per una situazione di classifica che resta complicata.
Il Tabellino in sintesi
• Risultato: Sambenedettese 0 – 1 Campobasso
• Marcatore: 9′ Magnaghi (C)
• Moduli: Sambenedettese (4-2-3-1) | Campobasso (3-5-2)
La Cronaca del Match
Il graffio di Magnaghi
L’avvio è di marca marchigiana, ma al Campobasso bastano nove minuti per gelare il “Riviera delle Palme”. Magnaghi, scelto da Zauri per guidare l’attacco, si avventa su un pallone vagante in area e trafigge Cultraro, correndo a esultare proprio sotto il muraglione dei sostenitori rossoblù. La reazione della Samb è immediata: l’ex Candellori sfiora il pareggio dopo soli 120 secondi, ma la mira è imprecisa.
Occasioni sprecate e ritmi alti
La partita si accende e gli schemi saltano a favore dello spettacolo. Il Campobasso agisce di rimessa con velocità raddoppiata rispetto agli avversari:
• Al 17′, Cultraro compie il primo miracolo di giornata negando il raddoppio a Bifulco.
• Al 35′, è Gala a far tremare i padroni di casa, ma la sua conclusione trova ancora pronto l’estremo difensore marchigiano.
Secondo tempo: il monologo di Cultraro
Nella ripresa, nonostante i cambi di Boscaglia, lo spartito non cambia. Il Campobasso fallisce ripetutamente il colpo del KO, trovando sulla sua strada un Cultraro in stato di grazia: il portiere della Samb si oppone ancora a Bifulco (54′), a Cristallo (63′) e nuovamente a Gala (73′).
I padroni di casa tentano il forcing finale con i colpi di testa di Zini e Lepri, ma senza mai impensierire seriamente Tantalocchi. Al triplice fischio, esplode la festa dei 1200 molisani per una vittoria su un campo storicamente ostico.
Analisi Tattica
Il Campobasso ha dimostrato una solidità mentale notevole: il 3-5-2 di Zauri ha funzionato perfettamente in fase di transizione, sfruttando la mobilità di Gala e le ripartenze di Bifulco. Di contro, la Sambenedettese di Boscaglia appare ancora un cantiere aperto, fragile in difesa e poco lucida nella costruzione, nonostante il grande cuore messo in campo.