

Al Comune di Campobasso, ogni volta che la sindaca taglia un nastro, l’assessore Cretella scatta sul piedistallo e proclama: “Questo è il segno della buona programmazione”. Davvero un’affermazione coraggiosa, se si considera che, per lui, inaugurare un cantiere a metà o consegnare opere con anni di ritardo è ormai motivo di orgoglio.
Parla del Castello Monforte, riaperto dopo due anni e mezzo di attesa e ancora parzialmente chiuso? Parla della villa comunale, che a quasi un anno dall’inaugurazione continua a far entrare solo metà dei cittadini? Dei due asili di via De Gasperi, che dovevano essere pronti insieme a quello di via Verga due anni fa, ma evidentemente il tempo vola solo per i comunicati stampa? E la scuola di via Crispi, dove la “buona programmazione” ha fatto miracoli: persi 3 milioni di euro e acceso un mutuo di 1,5 milioni solo per abbatterla.
Ah, e non dimentichiamo la piscina comunale di Colle dell’Orso: 2 milioni di finanziamento persi e che sarebbero serviti per completarla. Una vera impresa…del disastro.
Se questo è ciò che l’assessore chiama “buona programmazione”, allora Campobasso può consolarsi: il talento per il caos è davvero invidiabile. Tra cantieri eterni, opere a metà e soldi pubblici evaporati, appare chiaro a tutti che, sotto il tappeto dei nastri tagliati, la vera programmazione… è solo un miraggio.