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Ex Hotel Roxy, scontro in Consiglio regionale: Gravina accusa la Giunta di ritardi e incoerenze.



La gestione dell’ex Hotel Roxy e le scelte della Giunta regionale sulla futura sede della Regione sono finite al centro del dibattito odierno in Consiglio regionale, a seguito dell’interpellanza presentata dal consigliere del MoVimento 5 Stelle Roberto Gravina. Al centro della questione un intervento finanziato con 35 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, che secondo l’esponente pentastellato continua a procedere tra incertezze, ritardi e decisioni contraddittorie.

Nel suo intervento, Gravina ha ripercorso le tappe di una vicenda che, a suo giudizio, evidenzia una gestione amministrativa confusa. Dapprima il tentativo, mai andato a buon fine, di coinvolgere Invimit per la realizzazione di uno studentato; poi l’inserimento dell’immobile nel piano delle alienazioni e, nonostante il diniego formale di Invimit fosse già noto, la pubblicazione del bando di vendita nel febbraio 2024. Un’operazione conclusasi senza alcuna offerta, seguita da mesi di stallo e, infine, dal dietrofront della Giunta che nel febbraio 2025 ha riclassificato l’ex Roxy come bene indisponibile, destinandolo agli interventi finanziati con l’FSC. Una scelta che, secondo Gravina, non chiarisce né lo stato della progettazione né l’effettiva determinazione politica a portare avanti l’opera.

Nel corso della discussione in aula, il consigliere M5S ha parlato di una vicenda emblematica dell’inerzia che caratterizzerebbe l’azione regionale, ricordando le risorse pubbliche già impiegate negli anni senza risultati concreti. Ha inoltre sottolineato come il cronoprogramma approvato con la DGR 153/2024, che fissava scadenze precise per le diverse fasi dell’intervento, sia rimasto sulla carta. «Non c’è traccia di una volontà reale di sbloccare un progetto che il capoluogo attende da oltre vent’anni», ha affermato, accusando la maggioranza di centrodestra di limitarsi a dichiarazioni senza riscontri operativi.

A fornire la risposta è stato l’assessore Marone, che ha illustrato le motivazioni alla base delle scelte compiute, riconoscendo però che i tempi previsti subiranno uno slittamento di almeno dodici mesi rispetto alle scadenze stabilite nel 2024.

Nella replica finale, Gravina ha espresso forte insoddisfazione per le spiegazioni ricevute, giudicate insufficienti e poco chiare, soprattutto in relazione ai progetti precedenti e alle risorse già spese. Ha inoltre rimarcato il mancato coinvolgimento del Comune di Campobasso, interpretandolo come un segnale politico preciso: «Il capoluogo non rientra tra le priorità di questa Giunta».

Il consigliere ha infine assicurato che il MoVimento 5 Stelle continuerà a vigilare sull’intera operazione, chiedendo trasparenza, rispetto degli impegni e tempi certi. «Dopo vent’anni di annunci e rinvii – ha concluso – i cittadini hanno diritto a risposte concrete, programmazione seria e risultati tangibili».

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