118 in Molise, garantita la continuità: proroga di sei mesi in attesa della nuova gara
Febbraio 5, 2026
Termoli, anziana investita in via Pertini: paura in mattinata.
Febbraio 6, 2026

Staffetta in Fratelli d’Italia, Micone confermato e D’Egidio pronto a entrare in Giunta.



E alla fine, come spesso accade in politica, nulla è cambiato davvero. L’incontro andato in scena ieri sera a Roma, in via Della Scrofa, non ha prodotto colpi di scena né ribaltoni: Salvatore Micone resta al suo posto e Armandino D’Egidio si prepara a entrare in Giunta, completando una staffetta che, più che una scelta dell’ultimo minuto, somiglia a un copione scritto fin dall’inizio della legislatura.

Dentro Fratelli d’Italia la partita era chiara da tempo. Il principio introdotto dal partito di Giorgia Meloni – incarichi assegnati in base al consenso elettorale – aveva posto D’Egidio in una posizione di forza, forte di un risultato alle urne superiore a quello di altri esponenti. Una regola che, nei fatti, aveva reso inevitabile un riequilibrio nel corso della legislatura.

La lunga trattativa che ne seguì portò allora a una soluzione di compromesso: un passo indietro immediato, sì, ma accompagnato da una promessa precisa. La staffetta di metà mandato. Un patto politico rimasto sospeso nel tempo e ora arrivato al momento della sua attuazione.

Oggi, dunque, non si decide più “se” ma solo “quando”. Manca soltanto l’atto formale del presidente della Giunta Francesco Roberti, che dovrà sancire l’ingresso di D’Egidio nell’esecutivo regionale. Il resto è già archiviato: accordi rispettati, equilibri interni salvaguardati e una maggioranza che prova a blindare la propria tenuta.

Politica, in fondo, nella sua versione più classica: meno improvvisazione di quanto si racconti, molto più calcolo di quanto si ammetta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *