

A Campobasso, da ieri mattina (domenica 1 febbraio 2026, ndr), il trasporto urbano sembra muoversi in un clima che definire caotico è riduttivo. Con l’avvio del servizio affidato alla nuova società Trotta, chiamata a gestire per i prossimi anni la mobilità cittadina, si è assistito a un vero e proprio stravolgimento dei tragitti delle corse che collegavano i principali punti della città.
Ciò che appare incomprensibile, e grave, è l’assenza di chiarezza su una questione fondamentale: chi ha deciso la variazione dei percorsi? La società affidataria o l’Amministrazione comunale? Un interrogativo che resta senza risposta, mentre a farne le spese sono i cittadini, lasciati senza informazioni adeguate su orari, linee e coincidenze. Ancora più sconcertante è il fatto che, in molti casi, neppure gli autisti sembrino essere stati messi nelle condizioni di conoscere con precisione i nuovi tragitti.
A rendere il quadro ancora più critico è arrivata la notizia dell’aumento del costo del biglietto, passato da 60 centesimi a un euro. Un rincaro che, tradotto in termini percentuali, sfiora il 70 per cento. Una scelta che appare in evidente contraddizione con gli obiettivi dichiarati dall’Amministrazione comunale, che nei propri programmi parla di incentivare l’uso del trasporto pubblico. Aumenti di questo tipo, al contrario, rischiano di allontanare ulteriormente i cittadini dal servizio.
Nelle ultime ore si è inoltre diffusa la notizia, non smentita, che per spostarsi dalla zona industriale a Vazzieri – ex Uno Nero – sia ora necessario cambiare autobus, acquistando due biglietti. Il risultato è un costo complessivo di due euro per un tragitto che fino a ieri prevedeva una sola corsa e una sola tariffa.
Sul sito istituzionale del Comune non risultano atti ufficiali che chiariscano modalità, scelte e responsabilità. Allo stesso modo, non si registrano prese di posizione da parte di quella che resta dell’opposizione consiliare. Un silenzio che pesa quanto il disservizio.
L’auspicio è che l’Amministrazione comunale intervenga prima del 14 febbraio, non con annunci generici ma con decisioni concrete e trasparenti, nell’interesse esclusivo dei cittadini. Perché il trasporto pubblico non può essere terreno di sperimentazioni confuse né piegato alle esigenze di una società che, peraltro, ha immesso in servizio mezzi non nuovi e spesso poco funzionali. La mobilità urbana è un servizio essenziale, e come tale merita rispetto, programmazione e risposte immediate.