

Pagamenti degli stipendi a singhiozzo o del tutto assenti, contratti collettivi disattesi e condizioni di lavoro che compromettono la sicurezza di operatori e utenti. È questo il quadro denunciato questa mattina davanti alla Prefettura di Campobasso, dove si è tenuto il presidio promosso dalle sigle sindacali Faisa-Cisal, Filt-Cgil e Fit-Cisl per accendere i riflettori sulla crisi del trasporto pubblico locale in Molise.
Dalle 10 alle 12 lavoratori e rappresentanti sindacali si sono ritrovati per chiedere misure immediate a tutela dell’occupazione e della sicurezza del servizio. Al termine della manifestazione, una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto di Campobasso, Michela Lattarulo, con cui è stato avviato un confronto sulle problematiche che da tempo affliggono il settore.
Aurelio Di Eugenio, segretario della Filt-Cgil Abruzzo Molise, ha sottolineato come il Prefetto fosse già informato delle difficoltà che vivono i dipendenti, in particolare nelle tre principali aziende del comparto. Nel corso dell’incontro, è stato assunto l’impegno di coinvolgere la Regione Molise nella ricerca di soluzioni e di attivare l’Ispettorato del lavoro per verificare il rispetto delle norme contrattuali. I sindacati hanno inoltre ribadito la necessità di arrivare a un bando unico per il TPL, capace di garantire certezze normative e salvaguardia dei livelli occupazionali.
Sul versante della sicurezza, Di Eugenio ha evidenziato che gli interventi effettuati finora sono stati minimi e limitati ad alcune fermate, lasciando irrisolte criticità importanti. In alcuni casi, ha aggiunto, sarebbero state realizzate nuove fermate prive delle necessarie autorizzazioni in materia di sicurezza.
Toni ancora più duri quelli di Antonio Angelone, della Faisa-Cisal, che ha parlato di una situazione economica ormai insostenibile per centinaia di famiglie. “Gli autobus sono di proprietà della Regione – ha affermato – ma le aziende affidatarie non rispettano i contratti. Ci sono circa 400 famiglie senza stipendio, con bollette da pagare e figli da mantenere. In una regione già segnata dalla crisi, questa situazione rischia di bloccare tutto”.
Angelone ha inoltre ricordato che i finanziamenti pubblici destinati al trasporto pubblico vengono regolarmente trasferiti, senza però tradursi in retribuzioni per i lavoratori. “Abbiamo attivato decreti ingiuntivi e richiesto interventi sostitutivi, tutto regolarmente protocollato. Adesso servono decisioni rapide, perché la tensione è arrivata al punto di rottura”, ha concluso.
Le organizzazioni sindacali, pur apprezzando l’attenzione mostrata dal Prefetto, hanno chiarito che la mobilitazione non si fermerà finché non arriveranno risposte concrete da parte della Regione e delle aziende coinvolte.