

Le organizzazioni sindacali, in merito allo sciopero politico svoltosi il 16 gennaio 2026, esprimono piena soddisfazione per l’ampia adesione registrata, pari a circa l’85%, con punte che in alcuni bacini hanno sfiorato il 100%. Un dato che dimostra in modo chiaro come le motivazioni della protesta siano state comprese e condivise dai lavoratori, cosa che non sembra essere avvenuta con la stessa attenzione da parte della Regione.
Esistono, infatti, elementi oggettivi e non contestabili alla base dello sciopero: ci auguriamo che l’amministrazione regionale ne prenda finalmente atto e svolga il proprio ruolo con imparzialità e correttezza, così come hanno fatto le OO.SS., che hanno già manifestato apertura e disponibilità rispetto all’introduzione di nuove tecnologie in futuro.
Resta però irrisolta la grave condizione economica e lavorativa dei dipendenti, una situazione senza precedenti che non verrebbe superata neppure con l’adozione di innovazioni tecnologiche. A ciò si aggiungono le scelte arretrate e autoritarie delle aziende, l’assenza di un intervento concreto da parte del governo regionale, che ha di fatto lasciato il settore in mano ai principali operatori, e la volontà dichiarata di proseguire con la gara per l’affidamento del TPL suddivisa in due lotti, in un territorio che conta meno di 300mila abitanti.
Di fronte a questo scenario, non restano alternative alla prosecuzione della mobilitazione, pur nella piena consapevolezza dei disagi che ciò comporta per gli utenti, ai quali vanno le nostre scuse.