

Un interrogatorio lungo, carico di tensione e dolore, quello sostenuto da Gianni Di Vita negli uffici della Questura di Campobasso. L’ex primo cittadino di Pietracatella, da poco rientrato da Roma dopo il ricovero allo Spallanzani, è stato ascoltato nella giornata di giovedì 8 gennaio dagli investigatori della Squadra Mobile in qualità di persona informata sui fatti.
Affiancato dai suoi difensori, gli avvocati Arturo Messere e Paolo Lanese, Di Vita ha ricostruito minuto per minuto quanto accaduto tra il 23 e il 24 dicembre nell’abitazione di via del Risorgimento. Al centro del racconto, il dramma della figlia Sara, 15 anni, colpita da fortissimi dolori addominali che l’avevano costretta a recarsi per tre volte al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli. Dopo una prima dimissione con diagnosi di gastroenterite, le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate fino al tragico epilogo. Poco dopo, anche la madre, Antonella Di Ielsi, 50 anni, ha perso la vita.
Gli inquirenti continuano a seguire la pista di una possibile intossicazione alimentare particolarmente aggressiva, forse riconducibile a conserve contaminate, ma al momento nessuna ipotesi viene esclusa. Gli accertamenti restano in corso e saranno determinanti gli esiti degli esami tossicologici e le analisi affidate all’Istituto Zooprofilattico.
Risultato negativo ai test sulle sostanze tossiche, Gianni Di Vita ha scelto di mantenere un profilo di assoluta cautela. Per il tramite del suo legale, l’avvocato Messere, ha ribadito la volontà di attendere le conclusioni dei consulenti tecnici prima di avanzare qualsiasi valutazione o attribuzione di responsabilità.