

Nella seduta odierna del Consiglio Regionale odierna, 25 luglio 2022, è stata approvata all’unanimità la Proposta di Legge a firma dei consiglieri Iorio, Cefaratti, Romagnuolo e D’egidio. Una lunga discussione in merito è avvenuta in consiglio con uno scontro tra il consigliere 5 Stelle Andrea Greco ed il Consigliere Cefaratti, uno dei firmatari della proposta di legge, in merito alla possibile impugnativa della suddetta proposta di legge da parte del CDM, e che questa proposta di legge è soltanto un modo per raccattare voti in vista della prossima campagna elettorale, ma che se non votata favorevolmente dal gruppo dei 5 Stelle farebbe ricadere sulla propria forza politica la responsabilità di non volere le stabilizzazione dei precari. Di conseguenza il voto favorevole al disegno di legge anche del gruppo del Movimento, soprattutto per una questione di opportunità politica.
La maggioranza ha fatto quadrato, sottolineando che comunque anche in caso di motivazioni ostative da parte del Governo farà in modo di portare ai tavoli la questione, e smontato la teoria del consigliere Greco. Voto favorevole anche del PD che anche se certi dell’impugnativa futura della legge da parte del Governo, ha dato l’assenso alla proposta per ovvio senso di responsabilità. Molto convinto della non impugnativa da parte del governo nazionale della Proposta di Legge il primo firmatario, il consigliere Michele Iorio, che ha portato a conoscenza che in Sicilia la stessa legge è stata approvata e non c’è stata nessuna azione ostativa da parte del CDM.
in ogni caso ciascuno dei consiglieri regionali ha convenuto che questa proposta di legge porrà in ogni caso un importante dibattito con il Governo che sicuramente porterà giovamento al vulnus che si è creato nella nostra Regione in merito di stabilizzazione del personale sanitario precario utilizzato durante il periodo del covid.
Una mezza buona notizia dunque per i precari del Covid, che vedranno stabilizzata la propria posizione lavorativa qualora come accaduto per la Sicilia, il Governo non impugnerà la nuova legge e di conseguenza la proposta diverrà una legge effettiva ed immediatamente applicabile. In ogni caso anche se il Governo dovesse impugnare la norma, la regione avrà comunque la possibilità di difendere le proprie ragioni nella Sede della Corte Costituzionale.