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I tifosi rossoblù tra rabbia e delusione



Anche l’appello ha dato torto alla società del Campobasso Calcio. Il secondo ricorso presentato dalla società rossoblù è stato rigettato dal Consiglio Federale della Figc che non ha concesso la licenza nazionale 2022/23 con conseguente ammissione al campionato di Lega Pro. Una sentenza che fa male a tutta la città, ai tifosi, all’intero Molise. Nel leggere le motivazioni c’è poco da stare allegri. L’errore c’è stato ed è strano che nessuno se ne sia accorto prima. Tutti si chiedono come il presidente Giosuè abbia potuto commettere una simile leggerezza. Ora l’ultima speranza è riposta nella decisione che prenderà l’organismo di garanzia del Coni un organo diverso rispetto al Consiglio Federale della Figc e con una visione più aperta. Questo lascia aperta qualche finestra di speranza al sodalizio rossoblù di partecipare la prossima stagione agonistica al campionato di Lega Pro. Il Club diretto da Giosuè ha reagito a questa sentenza di appello con un semplice comunicato dai più ritenuto asettico. Che cosa sta accedendo nel club di Giosuè in pochi lo sanno anche se in tanti stanno dicendo la loro sui social. Certamente il prestigio di Giosuè, in questo momento, è ai minimi termini. Nessuno avrebbe mai immaginato un epilogo simile. Anche se la speranza è l’ultima a morire. Ma facciamo un passo indietro, Che le cose non filassero lisce ce ne siamo accorti nel momento in cui c’è stato il corto circuito tra il presidente Giosuè e l’imprenditore Matt Rizzetta. Prima amici per la pelle, poi, all’improvviso, nemici giurati tanto che Rizzetta, non avendo trovato un accordo con il suo ex amico Giosuè, ha preferito andare ad Ascoli dove attualmente è lo sponsor della società marchigiana. Una rottura tra i due ancora coperta dal mistero più fitto. Matt Rizzetta ha molte disponibilità economiche e avrebbe fatto bene al Campobasso. Ma Giosuè non è stato d’accordo. Entrambi hanno fatto prevalere le loro ambizioni personali. Ora Giosuè si sta giocando tutta la sua credibilità. Prima o poi la verità verrà a galla. Se il Coni riabiliterà il Campobasso, cosa che tutti ci auguriamo, l’attuale presidente potrà di nuovo avere il diritto di parola. In caso contrario non vorremmo essere nei suoi panni. Sarà dura salvare la serie C. In casa rossoblù ci si prepara alla battaglia legale da intraprendere dopo la bocciatura della domanda d’iscrizione da parte della Covisoc e del Consiglio Federale della Figc. Speriamo di non essere pessimisti e di scrivere la storia del Campobasso con nuove pagine non intrise di tristezza, ma ora bisognerà capire chi è il responsabile principale del misfatto, l’unico che poteva fare e non ha fatto, presentando una documentazione alla Covisoc con errori grossolani. Un atto d’amore che sarebbe stato opportuno manifestarlo in concreto presentando una documentazione corretta e priva di errori. Il presidente federale Gabriele Gravina ha così commentato le vicende di Campobasso e Teramo: «Con maggiore attenzione da parte dei club si sarebbero potute affrontare positivamente queste due criticità. Sappiamo che il calcio vive momenti difficili dal punto di vista economico, ma dobbiamo essere coerenti con le decisioni prese negli anni precedenti». Se questo club non parteciperà alla prossima serie C bisognerà attivarsi immediatamente per garantire alla città almeno la serie D. Ma è una ipotesi che nessun tifoso rossoblù vuole sentir ragione. Non vorremmo essere nei panni del presidente Giosuè. A questo punto è un suo dovere indire una conferenza una conferenza stampa. Non farla significa riconoscere l’errore. Anche i giornalisti hanno alcune cose da chiedergli.

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