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Campobasso. Videosorveglianza al centro di interrogazione parlamentare a firma del Sen. Ortis



Riceviamo e pubblichiamo interrogazione del Sen. Ortis

 

L’appalto della videosorveglianza nel Comune di Campobasso finisce al centro di un’interrogazione parlamentare a firma del senatore Fabrizio Ortis, indirizzata ai ministri della Cultura Franceschini e dell’Interno Lamorgese. Sotto la lente del parlamentare molisano, che ricostruisce analiticamente l’accaduto fin dal 2015, il Patto per la Sicurezza firmato alla presenza dei prefetti di Campobasso e Isernia, del presidente della Regione Molise, oltre che dai sindaci di 11 comuni molisani.

Un progetto che avrebbe dovuto riguardare una vasta porzione del territorio regionale, ma che è stato funestato, fin dai suoi inizi, da problematiche di ogni tipo. Il bando di gara fu pubblicato con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, riguardando la realizzazione di undici impianti di videosorveglianza nei relativi comuni interessati dal Patto: un unico lotto, per un importo di 2 milioni di euro. Circostanza questa, che escludeva in partenza le aziende molisane, impossibilitate a partecipare alla gara, poi vinta dalla RTI Siemens-Selcom.

Quattrocentodiciannove le telecamere fisse, da installare anche nei paesi già muniti di impianti di videosorveglianza. In seguito, però, a causa di gravi errori progettuali, si renderà necessario ricorrere a varianti, “vietate – sottolinea Ortis – nelle gare economicamente più vantaggiose”. Il senatore elenca poi una serie di anomalie e problemi di varia natura, di tipo tecnico, regolamentare e normativo: si parte dal fatto che nessuna delle telecamere previste è adibita alla lettura delle targhe e alla possibilità di rotazione a distanza; poi si evidenzia che il collegamento della maggior parte di esse è con tecnologia wireless a 5 GHz in banda libera, di più che dubbia funzionalità, visto che la necessaria dorsale di rete, prevista nel progetto, non è stata infatti mai realizzata; le telecamere in questione, inoltre, non sono reperibili sul mercato italiano ed europeo, rendendo così la loro manutenzione molto difficile a causa dell’assenza della componentistica di ricambio; infine, mancano le autorizzazioni per l’installazione di apparati tecnologici sulla collina Monforte, gravata da vincoli. In merito a quest’ultimo punto, la RTI Siemens-Selcom ha installato le apparecchiature in diversi punti della collina utilizzando pali della pubblica illuminazione non conformi allo scopo, già fortemente indeboliti e inclinati, se non prossimi al collasso.

“In caso di mancanza di alimentazione della rete pubblica – rimarca Ortis nell’interrogazione – gli impianti non funzionano per via dell’assenza nei box di specifici sistemi. Neppure risultano installati cartelli informativi circa la presenza di sistemi di videosorveglianza nei pressi delle telecamere, tantomeno all’ingresso dei comuni interessati”.
Per Ortis rappresenta un problema anche il fatto che alla ditta aggiudicataria sia stato pagato circa il 90% dell’importo spettante (€ 1.618.708,20): sono pertanto possibili “ritardi nel compimento delle opere iniziate o nella risoluzione degli ormai evidenti molteplici problemi di malfunzionamento dell’impianto”, aggiunge il senatore, che passa poi in rassegna un secondo bando di gara del 2019, relativo ai lavori di adeguamento degli impianti di sicurezza delle sedi e dei siti del Polo museale del Molise.

In questo caso, il progetto fu redatto internamente al Polo museale del Molise, ma validato da personale diverso dal progettista a causa del pensionamento di quest’ultimo. La complessità dello stesso emergeva già nel disciplinare di gara, nel quale, non si prevedeva la suddivisione dell’appalto in lotti “in ragione della complessità e dell’unicità realizzativa dell’intervento. Nonostante tale premessa, il Polo museale — nel frattempo diventato MiC – Direzione Regionale Musei Molise — stipulò un contratto con il Raggruppamento temporaneo di imprese aggiudicatario frazionando lo stesso; e, soprattutto, validando solo parzialmente il progetto migliorativo proposto dall’aggiudicatario”.

In sostanza, conclude il parlamentare, si starebbe configurando la medesima situazione verificatasi con l’implementazione del Patto della Sicurezza della Regione Molise, durante la quale si procedette alla realizzazione parziale di un appalto molto complesso perché, solo in fase di esecuzione, ci si accorse che il progetto migliorativo non era adeguato, non garantendo la funzionalità dell’opera.

Ortis, quindi, interroga i ministri per capire se sia opportuno confermare l’assegnazione del bando museale a una Rti che si sarebbe già dimostrata inadempiente e se non si abbia intenzione di procedere a un’attenta vigilanza sulla realizzazione del progetto, eventualmente avviando verifiche riguardanti la reale efficacia delle varie opere descritte.

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