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Fratelli d’Italia, basta con le alzate di testa



Se mai ce ne fosse bisogno a capirlo il centrodestra vince dove corre unito. Se si presenta diviso, invece, zoppica e regala spazi al centrosinistra. Un centrodestra spinto dalla Meloni, traino della coalizione ha dimostrato la sua vera forza in vista dei prossimi appuntamenti elettorale del 2023. La leader di Fdi regna sovrana nei titoli e nelle analisi dei quotidiani e dei talk televisivi. Anche il “the day after” delle amministrative si apre nel segno di Giorgia, del suo ruolo nella coalizione, della leadership, del futuro, probabile, ingresso a Palazzo Chigi. Ma per Giorgia, Matteo e Silvio l’imperativo è la pace. La lezione di questa tornata elettorale delle Comunali è servita a mettere all’angolo gi scettici. Ora soprattutto Salvini e Meloni hanno davanti due strade: cercare di andare d’accordo oppure consegnare il Paese al centrosinistra. Verona docet. Ma insegna soprattutto Isernia dove Fratelli d’Italia ha preso l’unica legnata degli ultimi tempi. Grazie alle scelte poco lungimiranti di Iorio e Di Sandro si è consegnato il Comune di Isernia nelle mani di Castrataro che ora, salvo sorprese che sono sempre dietro l’angolo, governerà la citta per cinque lunghi anni. Se Iorio e Di Sandro non avessero corso da soli il centrodestra avrebbe vinto al primo turno. Hanno messo in atto il motto: “Muoia Sansone con tutti i Filistei”. Invece appoggiando il candidato sindaco Tedeschi hanno permesso alla coalizione avversaria di vincere al ballottaggio le elezioni. Quanto accaduto a Verona e Isernia ha aperto un dibattito all’interno del partito della Meloni, alla quale non è andato giù il fatto che a Isernia e ora a Verona si sia persa un’occasione d’oro. Meloni sembra abbia delegato le seconde linee del partito ad affrontare la vicenda Molise dove Iorio ormai si è messo di traverso alla maggioranza che governa la Regione. E in vista delle prossime regionali non si può permettere di commettere gli errori di un recente passato. A breve inizieranno i contatti prima con Iorio e Di Sandro e poi con l’assessore Quintino Pallante che invece ha sempre rappresentato l’anima del partito sin dal suo esordio. Ed ora è pronto a dare il massimo per le prossime regionali. Iorio è approdato in ritardo nel partito della Meloni e ora vuole dire la sua in modo molto improprio. A livello centrale si cercherà di ricomporre la frizione. Se non si dovesse riuscire nell’impresa vorrà dire che l’ultima parola spetterà a Giorgia che ha le idee molto chiare e difficilmente permetterà a chiunque di commettere errori come quello commesso a Isernia otto mesi fa. Staremo a vedere cosa accadrà. Dall’esito degli incontri romani si avrà un quadro più preciso della situazione. Una cosa è certa le alzate di testa non sono consentite. Meloni darà le sue direttive e chi le accetterà rimarrà a lei fedele. In caso contrario si è fuori dal partito.
G.D.A.

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