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Il gioco delle tre carte



Proviamo ad immaginare cosa accadrà il prossimo anno se il centro destra dovesse vincere le elezioni Regionali. Senza la surroga verrebbero eletti i più votati. La scorsa volta a farla da padrone fu Forza Italia che elesse tre consiglieri. Questa volta di sicuro ne eleggerebbe due. In forse il terzo. In prima fila Nicola Cavaliere seguito da Roberto Di Baggio e Armandino D’Egidio. Chi sta meglio di tutti è Fratelli d’Italia che la scorsa volta elessesolo Quintino Pallante, lasciando a casa Filoteo Di Sandro che in cuor suo credeva di avere più consensi di Pallante. Di Sandro ha pagato pegno dato che Pallante risultò il primo eletto. E con il vento in poppa che si ritrova il prossimo anno potrebbe puntare a raddoppiare i consensi. L’assessore sta facendo un ottimo lavoro e questo sta determinando un forte consenso in ogni angolo del Molise. Di sicuro Pallante sarà il punto di forza di Fratelli d’Italia che mette sul piatto della bilancia anche l’elezione di altri due consiglieri. Alle spalle di Pallante scalpitano Michele Iorio, Aida Romagnuolo, Lorenzo Marcovecchio e Eleonora Scuncio. Occorrerà solo verificare cosa farà Filoteo Di Sandro. Lui sa bene che quando uno esce dalla politica che conta è difficile rientravi dalla porta principale. L’attuale coordinatore regionale di Fratelli d’Italia teme molto il confronto con gli elettori. Sa bene che incaso di un ulteriore sconfitta scomparirebbe definitivamente dalla scena politica. Qualcuno sostiene che potrebbe fare un’accoppiata con Aida Romagnuolo. Una ipotesi per niente peregrina che porterebbe Michele Iorio a impegnarsi a fondo per non fare una brutta figura. Non è escluso che Iorio potrebbe correre da solo. In tal modo lo farebbe a suo rischio e pericolo. In poche parole, i candidati di Fratelli d’Italia sono diversi e tutti in grado di portare acqua al mulino. Se il partito della Meloni dovesse ripetere l’exploit di Forza Italia nel 2018 potrebbe eleggere benissimo tre consiglieri regionali. Dopo Quintino Pallante ci sono candidati in grado di giocarsi il tutto per tutto pur di entrare a palazzo Moffa. Altri pezzi da novanta sono i centristi da Vincenzo Niro a Vincenzo Cotugno, da Andrea Di Lucente a Salvatore Micone, per finire a Mena Calenda Tutti sperano di rientrare in Consiglio Regionale. Ognuno ha la forza per essere rieletto. C’è da verificare cosa farà la Lega. Michele Marone sta incontrando molte difficoltà nel trovare persone disposte a candidarsi. La scorsa volta la Lega elesse le due passionarie Filomena Calenda e Aida Romagnuolo. Al momento la posizione dominante è quella della Calenda. La Romagnuolo dovrà impegnarsi a fondo per ripetere l’exploit di quattro anni fa. La Lega comunque proverà a eleggere almeno un consigliere. Infine, da verificare cosa farà da grande l’on. Patriciello. Si parla con insistenza della candidatura di un ex consigliere regionale che però non vuole ancora uscire allo scoperto. Secondo voci molto attendibili ci sarebbe già l’accordo tra Patriciello e l’ex inquilino di palazzo Moffa che comunque tiene i piedi anche altrove. Patriciello punta a eleggere due consiglieri regionali, così come ha sempre fatto. Poiché si può votare un maschietto e una femminuccia è un gioco da ragazzi per l’esperto Patriciello puntare a un’accoppiata tra il sindaco di Pozzilli Stefania Passarelli e un esponente di sesso maschile. Se si rispettassero i patti non dovrebbero esserci ostacoli. Ma c’è di più. Patriciello darebbe sotto sotto una mano anche a suo cognatoVincenzo Cotugno che è pronto a candidarsi in un‘altra ista. È il classico gioco delle tre carte, di cui Patriciello è un vero maestro.

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