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Esaltano le BR ma nessuno si indigna, l’Articolo di Serenella Bettin su una certa sinistra a cui tutto è permesso. Dove sono tutti quelli che sono in prima fila quando devono celebrare la morte di Aldo Moro e non soltanto?

La vergognosa locandine promozionale del tour "NuoveBR" dei P38



Lo scorso 5 maggio durante la mia consueta lettura mattutina dei quotidiani nazionali, la mia attenzione è stata catturata dall’articolo della collega Bettin riportato sulle colonne di Libero che raccontava le “gesta” di questo gruppo musicale, i “P38”, che svolgeranno un tour di concerti intitolato “Nuove BR tour”…. Ho dovuto rileggere più volte il pezzo e sopratutto l’incipit poiché non credevo possibile che una schifezza del genere potesse accadere nel 2022, epoca del emetto, dei black live matters, della cancel culture e del politicamente corretto. Dopo aver letto l’ottimo pezzo, esterrefatto ed incredulo, ho riflettuto sul fatto che se ciò che questi “signori” della P38 fanno e dicono, lo avesse fatto in misura di 10 volte inferiore un gruppo musicale etichettatile a destra, i giornali, i telegiornali ed i salotti tv avrebbero dedicato ore ed ore e fiumi di inchiostro per denunciare i “fascisti”. Ho contattato la collega Serenella chiedendole di poter pubblicare anche sul nostro giornale il suo Articolo con la speranza di ricevere l’approvazione che gentilmente mi ha dato. Senza tediarvi ulteriormente vi lascio alla lettura dedicando una piccola nota introduttiva sulla Carriera della Giornalista Serenella Bettin ed in seguito le sue considerazioni e l’articolo in questione, ma chiudendo dicendo che è una vergogna il silenzio assordante del mainstream in merito ad una questione che fa rivoltare nelle tombe tutte le vittime del periodo degli Anni di Piombo e le loro famiglie. Non riempiamoci la bocca soltanto quando dobbiamo ricordare il rapimento Moro e tutti gli altri drammatici eventi di quegli anni. Cerchiamo di non far in modo che ritornino non permettendo il verificarsi di questa situazione.

Simone Rocco, Direttore Responsabile di OP Molise.

 

Serenella Bettin, 37 anni, giornalista, scrittore. Firma su Libero. 

Da febbraio 2016 a ottobre 2021 è stata corrispondente de il Giornale per la zona del Nordest. Ha realizzato video inchieste sul Giornale.it

Ha scritto su Il Foglio e Panorama.

Dal 2016 si occupa di immigrazione. Ha seguito le inchieste sui foreign fighters partiti da Belluno per andare a combattere in Siria, pubblicate poi in un libro con l’inviato di guerra Fausto Biloslavo e Pier Luigi Bianchi Cagliesi: “Bosnia Erzegovina – Porta dell’islam verso l’Europa“. É stata in Kosovo, lungo la rotta Balcanica in Slovenia e recentemente in Bosnia e Serbia.

Nel 2019 ha pubblicato il libro – diario sull’immigrazione “Aspettando che arrivi sera – l’immigrazione come nessuno ve l’ha mai raccontata”. Edito Male Edizioni

Nel 2020 è uscito il suo “Contro il CoroNavirus – la peggiore gestione di una pandemia”. Edito Male Edizioni

Le considerazioni di Serenella riportate sul suo portale http://serenellanbettin.it, ove potete leggere tantissimi altri pezzi di gran pregio e condivisibili per la qualità delle riflessioni proposte:

“Disdicevole. Quando l’altro giorno mi sono soffermata ad ascoltare questa roba per fare il servizio, mi sono dovuta chiudere in una stanza, onde evitare di vergognarmi con i presenti.
Deliri mistici. Bestemmie come se piovesse. Spari in bocca alla Chiesa. E alla polizia.
Cagate in testa al leader della Lega Matteo Salvini. Sono 3 minuti e 34 secondi che vi raccomando se siete particolarmente duri.
Qualcuno dice che così abbiamo fatto loro pubblicità. Certo.
Se pubblicità si può chiamare quella dove ti mostrano gli assorbenti a ora di cena, sono contenta di avergliela fatta.
Questi prendono per il culo Aldo Moro così. Come fosse un personaggio dei cartoni. Blaterano di R4. Sapendo perfettamente che la R4 è il simbolo degli Anni di Piombo. La R 4 è la Renault rossa dove venne trovato il cadavere di Aldo Moro accartocciato dentro al bagagliaio il 9 maggio 1978. Fra tre giorni ricorre l’anniversario.
Quando venne trovato il suo corpo era crivellato da undici colpi di arma da fuoco esplosi da una mitraglietta Skorpion.
Ucciso dalle Brigate Rosse.
Questi si firmano le nuove Br. Sono talmente coraggiosi che usano pseudonimi. Manco ci mettono la faccia.
E la sera del primo maggio hanno suonato a volto coperto per la festa dell’unità comunista – che roba sia, aberrante a sentirla, esiste pure questa – in un circolo arci di Reggio Emilia.
Ora.
Se fosse stato il contrario. Se fosse stato un gruppo di destra a sparare in bocca al Papa, a cagare in testa a Letta, a pisciare sopra le camionette della polizia, profanare i monumenti come quello a Montanelli, inneggiare alla violenza, dire di sparare in testa ai proprietari e rapire gli industriali, ecco se fosse stato un gruppo di destra probabilmente sarebbero venuti giù la CIA, l’esercito, i caschi blu, le forze dell’ordine, la celere, la Nato, Putin, Stalin. Basta vedere quanto cinema hanno fatto per una spiaggia dove goliardicamente c’erano i simboli di Mussolini.
Invece siccome questo gruppo è comunista. Di sinistra. Dicono che riproducono i mal di pancia della gente.
Sono il nuovo sfogo che viene dalle palle. Viene dal culo.
Allora nessuno dice niente. Bene così. Peccato che prima o poi cagano tutti.”

Questo qui sotto il pezzo:

Ci sono vari modi per far parlare di sé. E non tutti scelgono quello più nobile. La P38 è una nuova band musicale che inneggia alle Br e all’omicidio di Aldo Moro. Il primo maggio per la Festa dell’Unità Comunista – esiste pure questa – si sono esibiti in un circolo Arci, al Tunnel di Reggio Emilia indossando un passamontagna sul palco. Talmente coraggiosi da metterci la faccia, si avvalgono di pseudonimi: Astore, Papà Dimitri, Jimmy Pentothal e Yung Stalin. “I membri provengono da tutta Italia – c’è scritto sulla loro pagina – e rimangono perlopiù anonimi”. “A quanto pare il giorno è giunto – hanno scritto ieri su Facebook- il variopinto mondo del giornalismo italiano si è finalmente accorto di noi. Benvenuti; siete in ritardo, ma vi aspettavamo”. Qual buon vento. “Negli ultimi giorni hanno iniziato a girare numerosi articoli su di noi, articoli di penne indignate, sconvolte, scioccate. Non ci sembrava cortese né corretto non far valere il nostro diritto di replica, quindi eccoci qua”. Si definiscono “collettivo musicale artistico insurrezionale”. O peggio mi sento “trapper brigatisti”. Si firmano le Nuove Br. Tanto che il loro tour partito il 18 marzo da Roma si chiama Br Tour. Il brano che li rappresenta P38 – Nuove Br (Video ufficiale) è una serie di deliri tanto che per ascoltarlo mi sono dovuta chiudere in una stanza. Bestemmie come se piovesse. “Polizia bang bang! Siamo le nuove Br, siamo le nuove Br. Morte al Pm, in banca copro la faccia. T’ammazzo poi abbraccio tua mamma. Siamo le nuove Br. Ah, con la mia tipa che giro l’Italia. La scopo forte se ammazzo una guardia”. Guardando il video si vedono la statua di Indro Montanelli profanata, manganelli, poliziotti in tenuta antisommossa, teste spaccate, vetrine rotte, vetri in frantumi. Manco ci hanno speso soldi, riprendendo le pietose immagini di ribelli in piazza. Tre minuti e 34 secondi di inneggi alla violenza. “Io non lavoro in banca, meglio rapinare una banca. Spara al padrone di casa che ti fa pagare 300 una stanza”. “Sparo alla Chiesa cattolica”. “Giro travisato con i miei fratelli, rave sulla tomba di Montanelli. Facciamo balotta armata, anni di piombo a ogni mia serata. Sbocco sulle camionette, 20-20 come il 7-7. Zitto zitto pagano il riscatto, zitto zitto sei su un R4”. R4.

Ma l’R4 è il simbolo degli anni di piombo. L’ R4 è la Renault rossa dove venne ritrovato Aldo Moro il 9 maggio 1978. Il suo cadavere era lì accartocciato dentro al bagagliaio, crivellato da 11 colpi esplosi da una mitraglietta Skorpion. Ucciso dalle Brigate Rosse. Sulla pagina Facebook di questo nuovo gruppo P38 – La Gang che debutta su YouTube il 13 settembre 2020, spuntano il simbolo della stella a cinque punta e una vignetta che rappresenta il ritrovamento di Moro. In altre loro composizioni liriche inoltre si ode: “Cago sopra la Lega, sparo in testa a Matteo. Se poi muore mi sego, apro il vino e festeggio”. Cose aberranti. Il movimento “Reggio Emilia identitaria” ha chiesto la “chiusura del locale che ha permesso tale scempio nella totale mancanza di rispetto verso i familiari caduti per mano brigatista”. Sul palco anche una bandiera delle Br. “Mi capita di sognare Aldo Moro – continuano nella loro “musica” – che mi chiede di pagare con i buoni del tesoro, io gli dico no. Lo uccido un’altra volta chiuso dentro una roulotte, il potere mangia merda nelle ville di Salò. Noi non siamo delinquenti, siamo comunisti, bisogna cambiare sistema. Rapire dei grandi industriali e farsi pagare il riscatto”. Ora. In un Paese normale, dove ancora si dà la caccia ai fascisti morti e sepolti, questa forma d’arte come la chiamano loro andrebbe denunciata. “Quando si parla di arte – scrivono – e ancora più quando si parla di musica, è spesso la provocazione a scuotere gli animi, a riuscire a rappresentare un sentimento nuovo ed entrare nel cuore della gente”. “Lo ammettiamo: siamo di sinistra. Comunisti, direbbe qualcuno. E siamo molto arrabbiati”. “Vi consigliamo di non trattarci come una malattia, ma come un sintomo: alla fin fine, noi non siamo che uno sfogo”. Non si capisce di chi.

Serenella Bettin

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