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La PA non paga, i fornitori vantano crediti per 56,6 miliardi di Euro secondo la CGIA di Mestre



Ogni giorno dobbiamo tutti noi far fronte agli aumenti esorbitanti di materie prime, di ben alimentari, dell’energia. Dopo due anni di pandemia che hanno paralizzato il tessuto produttivo italiano ed ora con la guerra alle porte dell’Europa la situazione di incertezza e quanto mai grave. Proprio ieri in occasione dei festeggiamenti del 1 Maggio tutti gli esponenti dei maggiori sindacati italiani hanno chiesto a gran voce l’aumento degli stipendi per lavoratori italiani, soprattutto quelli del settore privato. Credo che nessun imprenditore sia contento di poter pagare poco i propri addetti, ogni imprenditore è ben conscio delle difficoltà che ogni giorno tutti dobbiamo affrontare. Credo che gli imprenditori sarebbero ben lieti di aumentare gli emolumenti ai collaboratori, poiché si sa che la forza di una azienda deriva sopratutto dalle persone che ogni giorno lavorano per portarla avanti, ed è oltremodo vero che lavorare in una condizione di serenità e di tranquillità economica aumenta i risultati non soltanto dei dirigenti ma anche degli operai e di conseguenza i guadagni degli stessi proprietari. In un report della CGIA di Mestre pubblicato oggi, si evince che la Pubblica Amministrazione italiana non paga i propri debiti, ed allo stato attuale le Imprese vantano crediti verso la PA per 55,6 miliardi di euro. Come possiamo credere che in una situazione dove chi apre un’impresa deve essere davvero folle considerando che in Italia la pressione fiscale è altissima, la burocrazia è la più complessa del Mondo, e che vige un regime quasi di polizia fiscale nei confronti degli imprenditori che sono continuamente vessati da controlli, redditest, studi di settore e chi più ne ha più ne metta possa pensare di aumentare gli stipendi ai collaboratori se prima non riscuote i crediti che vanta? Si può davvero pensare che in una situazione così difficile e tristemente scoraggiante le aziende possano pensare di aumentare gli stipendi ai propri dipendenti considerando che è lo Stato in primis a non rispettare i propri obblighi verso le aziende? Certamente c’è la necessità più che mai che la questione fiscale e sopratutto quella dei pagamenti del Pubblico verso le Imprese siano quantomai rapidi e regolari, in modo da poter far prosperare il tessuto produttivo italiano che al momento invece di essere aiutato viene ostacolato in ogni maniera possibile, facendo diventare l’Italia un Paese non solo non attrattivo per investimenti esteri, ma un Paese dove è impossibile fare impresa. Nessuno prende in seria considerazione che se si pagassero questi miliardi alle imprese, le stesse reinvestirebbero capitali che servirebbero a creare nuova occupazione, nuova ricchezza rimettendo in moto l’economia del Paese che è in ginocchio? Una questione elementare che però non sembra si voglia risolvere in nessun modo facendo diventare lo Stato nostro maggior nemico e castigatore.

Simone Rocco

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