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Toma come Macron. L’usato sicuro, l’editoriale di G.D.A.

Donato Toma alla Convention nazionale di Forza Italia a Roma



Se non ci fosse stato il Covid a quest’ora Toma sarebbe stato già riconfermato dal Centrodestra alla guida della Regione. Invece quel periodo maledetto gli ha creato non pochi problemi. Ha affrontato in questi quattro anni emergenze come la pandemia e gli effetti collaterali della guerra in Ucraina prima con un po’ di affanno, poi con serenità e impegno costante. Ha risposto con misure efficienti, ha tanti dossier aperti e continua a girare il Molise come ai vecchi tempi. Un po’ alla volta, rimboccandosi le maniche, ha cercato di risalire la china. Negli ultimi giorni il suo esecutivo ha dapprima adottato il documento di Economia e Finanza Regionale 2022-2024, il bilancio di previsione e successivamente il Programma Regionale FESR FSE + Molise 2021-2027. Così come in Francia è stato rieletto Macron, definito l’usato sicuro, allo stesso modo in Molise cerca di riproporsi Toma per le prossime regionali. Scrollatosi di dosso il peso della pandemia, con tutte le sue criticità, Toma punta a ricomporre una squadra valida e coesa attorno a sé. Naturalmente punta a ritrovare attorno a sé tutte le anime del Centrodestra. La strada da percorrere è piena di ostacoli ma lui va avanti deciso. Gli atti del suo esecutivo parlano chiaro. Nell’ultimo anno sta accelerando i tempi per porre il Molise al passo con i tempi. Gli sforzi sono sotto gli occhi di tutti. Toma è passato alla fase della politica dell’ascolto: l’insoddisfazione crescente per il costo della vita, lo spopolamento, il precariato e l’abbassamento del potere di acquisto, sono tra le sue priorità. Occorre un Molise sociale che si occupi di questo per non lasciare nessuno solo davanti alla velocità dei cambiamenti. Toma ha intuito che occorre virare e soprattutto ascoltare la voce di chi lo ha sorretto e stato vicino. È uno scenario politico nuovo che prevede un preciso impegno elettorale da parte sua. È vero. Questo è il dato di fatto su cui dobbiamo riflettere con molta attenzione. Toma ha cambiato strategia da un anno a questa parte. Non viene nemmeno più sfiorato dagli attacchi di Iorio. Cosa significa? Che Toma ha smesso i panni del condottiero vestendo quelli di un umile soldato. È una percezione di molti addetti ai lavori. Ha capito di avere bisogno di protezione politica e a offrirla non può che essere il suo alveo naturale: il Centrodestra. Ci sono vari capitoli di intervento: serve un assegno corposo a imprese schiacciate dagli extra costi e ormai sull’orlo dell’abisso e famiglie sempre più deboli. Lui ha capito che se non fa qualcosa oggi fra un anno dovrà metterci dieci volte tanto. Bisogna essere rapidi per evitare il tracollo dell’economia molisana. Un altro passaggio lo rende sereno. Lui non crede all’alleanza tra Pd e 5 Stelle. Rispetto a quattro anni fa, quando lui era un illustre sconosciuto, il quadro è cambiato a suo favore. Nel 2018 Greco veniva dato come super favorito da tutti i sondaggisti. Eppure, Toma è riuscito a batterlo. Ora con il potere che ha, con i rapporti che è riuscito ad avere a livello nazionale, può davvero suonare uno spartito diverso. In poche parole, si è innamorato pazzamente del suo Molise e vuole assicurargli buongoverno. E continuare. Ma soprattutto sa bene che servono tanta energia e passione. Ciò che sta facendo con una certa disinvoltura.

G.D.A.

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